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FOTO: ADOBE STOCK/ MONTICELLLLO. ADOBE STOCK / SLONME. GETTY IMAGES/ISTOCKPHOTO/EZUMEIMAGES. COLLAGE: VICE.

Sei ragioni per cui Google Maps non è sicuro come pensi

Google sa dove ti trovi e lo sanno anche gli inserzionisti.
18.11.20

Google Maps sa tutto. Non solo conosce ogni strada—e ogni bar, locale e negozio che si trova su quella strada—, ma anche le persone che li frequentano. Con 1 miliardo di utenti attivi al mese, la app è parte integrante della vita delle persone—dando loro indicazioni sul tragitto da fare quando devono andare a un appuntamento, a casa di amici e parenti, dal medico e quando viaggiano all’estero.

Il fatto che Google Maps abbia il potere di seguirti in ogni passo non significa automaticamente che abusi di quel potere. Ma potrebbe farlo, il che è un problema già di per sé, specialmente considerato che il quartier generale di Google è negli Stati Uniti, dove le leggi sulla privacy sono ben più vaghe che in Europa e le agenzie di intelligence hanno gravi precedenti di sorveglianza su cittadini (sto parlando con te, NSA). 

Sì, Google Maps è incredibilmente utile. Ma ecco alcune buone ragioni per dare una ricontrollata alle tue impostazioni della privacy e chiederti quanti dati personali sei disposto a sacrificare in nome della convenienza.

Google Maps vuole le tue ricerche

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Le impostazioni automatiche quando apri un nuovo account di Google. Screenshot: Google

Le impostazioni della “Attività web e app” di Google spiegano come l’azienda raccolga dati come la posizione dell’utente per creare un’esperienza più immediata e “personalizzata.” In parole povere, questo significa che ogni singolo posto che hai cercato tramite la app—che sia uno strip club, un kebabbaro, o il parchetto in cui hai appuntamento con il tuo spacciatore—è salvata e integrata nell’algoritmo del motore di ricerca di Google per un periodo di 18 mesi.

Google sa che trovi questa cosa un po’ inquietante. Ecco perché l’azienda usa dei cosiddetti dark pattern— interfacce utenti plasmate per spingerci a scegliere opzioni che altrimenti eviteremmo; l’esempio più banale è sottolineare un’opzione con un certo font o con colori più brillanti.

VICE ha creato un nuovo account Google per questo articolo, per vedere quanto sia difficile per un nuovo utente evitare i dark pattern. Dopo aver premuto il pulsante “Crea account” è comparso un pop-up che ci avvisava che l’account era impostato per includere la personalizzazione, in lettere piccole e grigie, con un bottone blu molto più grosso che recitava “conferma.”

Cliccando su “conferma,” avremmo acconsentito alle impostazioni di “attività web e app” descritta poco prima. L’alternativa era un pulsante molto meno visibile con scritto “altre opzioni”, da cui si accede a un’altra pagina con spiegazioni lunghe e complesse. A quel punto abbiamo dovuto disattivare manualmente le impostazioni di “attività web e app” per escludere la personalizzazione.

Abbiamo mandato una lista di 12 domande all’ufficio stampa di Google e una portavoce dell’azienda ha risposto dicendo che Google vuole che le impostazioni siano facili da trovare e usare. Ha anche incluso altri dettagli, ma ha chiesto di non essere citata direttamente.

Google Maps limita le sue funzionalità se non condividi la tua cronologia

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GOOGLE MAPS QUANDO NON SEI LOGGATO. SCREENSHOT: GOOGLE. ADOBE STOCK/ MONTICELLLLO. GETTY IMAGES/ISSARAWAT TATTONG. COLLAGE: VICE

Se apri la app di Google Maps, vedrai un cerchietto nell’angolo in alto a destra con la tua iniziale o l’immagine del profilo che hai impostato, che significa che sei loggato con il tuo account di Google. Non è necessario e puoi fare log-out tranquillamente. Ovviamente, il pulsante per fare log-out è leggermente nascosto, ma lo trovi così: clicca sul cerchietto > impostazioni > scendi in fondo > Esci da Google Maps.

Sfortunatamente, Google Maps non ti fa salvare i posti che visiti spesso se non sei loggato nel tuo account Google. E se non sei loggato, quando clicchi sulla barra della ricerca compare un messaggio “Stanco di digitare?”, che ti suggerisce di fare log-in per semplificarti la vita e spingerti a cedere qualche dato in più alla raccolta.

Google Maps può fare la spia

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SPOSTAMENTI DI GOOGLE MAPS. SCREENSHOT: GOOGLE. ADOBE STOCK/ MONTICELLLLO. GETTY IMAGES/ISSARAWAT TATTONG. COLLAGE: VICE.

Un’altra funzionalità problematica sono gli “Spostamenti di Google Maps,” che mostrano “una stima dei luoghi che potresti avere visitato e dei percorsi che potresti aver seguito generata in base alla tua Cronologia delle posizioni.” Con questa funzionalità, puoi rivedere i tragitti fatti su Google Maps, compresi i mezzi di trasporto che hai probabilmente usato, come la macchina o la bici. Il lato chiaramente negativo è che Google conosce ogni tua mossa e così vale per chiunque abbia per qualche ragione accesso al tuo account.

Non parliamo solo di hacker—Google potrebbe condividere i tuoi dati con agenzie governative, come la polizia. Nella sua pagina di Faq su questo argomento, Google dice che il suo team legale valuta caso per caso individualmente. Ogni sei mesi, l’azienda rilascia un report sulla trasparenza, benché per il 2020 non sia ancora disponibile niente. Tra luglio e dicembre 2019, Google ha ricevuto 81.785 richieste che riguardavano 175.715 account in tutto il mondo, e ha rivelato le informazioni richieste nella maggior parte dei casi.

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Un grafico che mostra le richieste di informazioni sensibili in tutto il mondo dal 2009 al 2019. SCREENSHOT: GOOGLE.

Se la tua Cronologia delle posizioni è attivata, il telefono “salva i luoghi che visiti” con il tuo dispositivo, anche quando non stai usando un servizio di Google specifico, come è spiegato in dettaglio in questa pagina. Questa funzione è molto utile se perdi il telefono, ma lo trasforma di fatto in un dispositivo di tracciamento.

Google Maps vuole conoscere le tue abitudini

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ESEMPIO FITTIZIO DI UNA RECENSIONE SU GOOGLE. ADOBE STOCK/ MONTICELLLLO. GETTY IMAGES/ISSARAWAT TATTONG. COLLAGE: VICE.

Le recensioni su Google possono essere molto utili, ma una ricerca rapida può rivelare informazioni sensibili lasciate dagli utenti. Per fare un esempio, un utente (che sembra usare il suo vero nome) ha lasciato la seguente recensione su un supermercato di Berlino: “Vado qui due o tre volte alla settimana da quattro anni sia per fare la spesa per la mia famiglia o quando passeggio dopo cena.” Inutile dire che condividere queste informazioni con il resto del mondo è rischioso.

Google Maps spesso chiede agli utenti di dare una valutazione pubblica di un certo posto. “Com’era questo ristorante?” ti chiede la app quando esci dal locale dove hai appena cenato. Sembra una domanda senza malizia e fa leva sul sentimento positivo che proviamo quando aiutiamo gli altri. Ma tutte queste informazioni sono raccolte nel tuo profilo Google, il che rende più facile per altri capire se sei stato in un posto una volta sola (magari perché eri lì in vacanza) o se ci vai abitualmente, magari perché abiti vicino.

Se ti penti di una recensione fatta, almeno hai la possibilità di renderla privata dopo averla pubblicata. Questo è il procedimento: clicca sul cerchietto del tuo profilo > Il tuo profilo > modifica profilo > Impostazioni profilo e privacy > scorri in basso > Mostra i contributi sul tuo profilo (disattiva).

A Google Maps non piace quando sei offline

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GOOGLE MAPS OFFLINE. SCREENSHOT: GOOGLE. ADOBE STOCK/ MONTICELLLLO. GETTY IMAGES/ISSARAWAT TATTONG. COLLAGE: VICE.

Ricordi la navigazione GPS? Sarà anche stata lenta e goffa, ma è l’esempio perfetto del fatto che non serve essere connessi a internet per avere indicazioni di tragitto. Anzi, altre app offrono la navigazione offline usando proprio questa tecnologia. Su Google, puoi scaricare le mappe, ma la navigazione offline è possibile solo per le auto. Sembra abbastanza strano che il colosso tech non sappia dare indicazioni alle persone che si muovono a piedi e in bici senza mettere in mezzo internet.

Google fa credere di agire sempre per il tuo bene

“Fornire esperienze utili e significative è lo scopo alla base di tutto ciò che fa Google,” dice l’azienda sul suo sito, aggiungendo che conoscere la tua posizione è importante a tal fine. Dicono che usano i dati per cose utili, come la “sicurezza” e le “impostazioni di lingua”—e, ovviamente, vendere inserzioni pubblicitarie.

Google vende agli inserzionisti la possibilità di valutare con quanta precisione le loro campagne raggiungono il target (che sei tu!) e quanto spesso le persone visitano il relativo negozio fisico “in forma anonima e aggregata.” Ma solo se ha deciso di attivare la funzione (o dimenticato di disattivarla).

Esistono alternative a Google Maps, ma nessuna funziona così bene

Alle volte, esistono ottime alternative a una app problematica. È sicuramente vero per WhatsApp, per esempio, ma non lo è purtroppo per Google Maps. Apple Maps ha una funzionalità per la privacy più intransigente, ma non è disponibile per Android.

App come Here WeGo e OsmAnd raccolgono comunque i tuoi dati e non funzionano altrettanto bene—ma se sei una persona che ama camminare e preferisce restare offline quando lo fa, OsmAnd e Maps.me possono almeno mostrarti il tragitto senza connettersi a internet.