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Music by VICE

Abbiamo mandato Furtherset al Dancity

Tra alimentazione errata e concerti giusti è riuscito a fare un report dettagliato del festival.

di Tommaso Pandolfi
07 luglio 2015, 12:30pm



Forse saprete quanto ci teniamo al Dancity. Quest'anno abbiamo deciso di mandare un inviato speciale al decennale del festival di Foligno. Si tratta del vicino di casa del festival e nostro pupillo Tommaso Pandolfi alias Furtherset, che quando non mangiava/collassava ha seguito per noi ogni minuto del festival.

L'edizione di quest'anno di Dancity è composta da: concerti fantastici, un caldo e un'umidità insopportabili, pranzi e cene pesantissimi, amici in giro per la città che ti accompagnano con un mood da gita di quinta superiore nelle ultime file delle navette per il Serendipity e sorrisi ovunque da chiunque.

Il festival per me inizia il giovedì prima dell'inizio, con la faticaccia di prendersi la puntura di una vespa dopo aver dato l'acqua a un centinaio di olivi, dormendo poche ore per trovarmi, il venerdì, a dare una mano per mezza giornata al Serendipity (location notturna per le prime due sere del festival). Già che ho il pass dovrò magari mettermi a fare qualcosa di utile almeno un minimo, no?


Volontario mattutino al Serendipity

Arrivo bello sudato e stanco morto a Palazzo Trinci in tempo per l'inizio del live di Gigi Masin, che subito mi mette in pace con il mondo e ferma l'ansia accumulata nella giornata, qualificandosi come una delle esperienze migliori di tutto il festival, anche perché mi sembrava di fluttuare contemporaneamente in aria e in acqua (non so nuotare) con la sua musica.

Al suo live segue quello dei Tempelhof, e una bambina si mette in modo molto simpatico di fronte al palco a sorridere mentre loro suonano. Perché sì, a Dancity puoi portare anche i pargoli con tutta la calma di questo mondo.

Gigi Masin

Lascio Palazzo Trinci per una doccia e la prima cena da appesantimento totale che solo Foligno può offrirti, dirigendomi di seguito all'Auditorium San Domenico per il live di Cabaret Voltaire. Un Richard H. Kirk in forma smagliante, ben vestito quasi in abito da sera, borsetta a tracolla firmata Bershka, capelli rossi, sovrappeso e goffo che distrugge i timpani al pubblico con uno spettacolo devastante, violento anche a livello visivo con immagini di dittatori africani, sbirri, Thatcher, Reagan, esplosioni, bum bum bum bum e diventa da subito per me uno dei picchi massimi delle tre giornate.

Peccato solo per le persone sedute che sembravano non capire cosa stesse accadendo. Fortunatamente, mi sono aggiunto da subito al gruppetto di teppisti che ballavano di fronte al palco, pochi ma buoni.

Cabaret Voltaire

Due persone che sembrano gemelle — Cabaret Voltaire.

Prendo la navetta per il Serendipity, ultima fila del bus, ed è subito gita di quinta superiore di nuovo, tra cori, scherzi, spinte e urla varie ed eventuali. L'autista sembrava essersi fermato precisamente davanti ai bar per fare rifornimento di limoncello, come qualcuno ha fatto notare dopo essersi accorti del suo stile di guida diciamo frizzante. Ringrazio qui in via ufficiale il tizio che ha urlato "mettete la musica dal cellulare", ovviamente con accento folignate.

Lena Willikens

Arrivato al locale, seguo l'inizio del set, nel palco all'aperto, di Lena Willikens (ottimo), andando poi in Play Room per il live dei Syracuse, che propongono uno spettacolo divertentissimo a base di acid, sensazioni da rave memorabilia e sorrisi su sorrisi: evidentemente al Dancity piace regalarne.

Syracuse

Petit Singe

Lory D butterà poi acid e techno sul pubblico, con le sue mosse che fanno ben vedere quanto sia preso bene insieme a tutti. Maceo Plex presenterà uno dei dj set più brutti ai quali abbia mai assistito nei miei brevissimi venti anni di esistenza. Seguo Objekt con poca attenzione per la stanchezza e me ne vado via, soddisfatto per la prima giornata del festival.

Lory D

Objekt

La seconda giornata inizia con un pranzo al sole con circa trentancinque gradi centrigradi e l'umidità prossima al duecento percento credo.

A Palazzo Trinci, i Cabaret Contemporain soddisfano pienamente le mie aspettative generate dai video che ho trovato su YouTube.

Cabaret Contemporain

All'Auditorium San Domenico seguo la performance dei Dewey Dell, che non capisco e mi lascia leggermente perplesso. Caterina Barbieri, già vista dal vivo qualche settimana prima, conferma di saper presentare quei live che mi piace seguire a occhi chiusi cercando di accompagnarli insieme a una sana immaginazione visiva. Questi giorni cercherò di disegnare quello che ho visto durante il suo live, tra distese cosmiche, fiumi di colori e arpeggi che volano.

Caterina Barbieri

Segue a lei la mia artista preferita del momento, Holly Herndon, accompagnata dai visual di Mat Dryhurst. Tra scomposizioni vocali, immagini prese dall'evento Facebook e dai partecipanti del festival lì presenti, tra domande e risposte con il pubblico in tempo reale, mi frigge completamente il cervello. Ah, Dryhurst tifa Aston Villa.

Mat Dryhurst

Mat Dryhurst e Holly Herndon

Domanda dell'autore.

Giusto.

Dopo una leggerissima cena a base di ossobuco e parmigiana alle melanzane (alle 23), mi dirigo sempre in mood da gita di quinto superiore, in navetta, al Serendipity, per la seconda serata del festival, che non vivrò minimamente bene per la stanchezza e la pressione bassa che mi portavo dietro. Riesco a seguire per bene solo il live di Powell, che mi sorprende in modo più che positivo, con la sua furia e i suoi movimenti coreografici da delirio di onnipotenza con una bella faccia da attore che interpeta serial killer. Grazie per avermi accecato, mi hai convinto che ho fatto bene a preparare l'ultima sessione d'esami ascoltandoti. Ascolto una mezz'ora di Jeff Mills, ma la troppa gente non mi faceva respirare e non riuscivo più a stare in piedi per il sonno, quindi decido di andarmene. Scendo dalla navetta in centro a Foligno cadendo a terra.

Powell

Domenica a pranzo mi sciolgo felicemente al caldo in piazza, notando che gli anziani folignati non temono il sole e girano liberamente senza problemi alle 14 senza la minima paura di morire.

Un mio amico nel frattempo subito dopo pranzo si butta nel fiume Topino, con un notevole coraggio. Misteriosamente sopravvive, quindi mi dirigo con lui in una vecchia Panda in direzione Cantina Scacciadiavoli, dove si terrà la giornata finale del festival. Dopo averci messo un'ora invece che mezz'ora ad arrivarci, trovo finalmente la pace dei sensi in mezzo alla natura (e alla porchetta, gentilmente offerta dato che avevo finito i soldi), con il live strepitoso di Roy Ayers e i dj set più felici che abbia ascoltato quest'anno, da parte di Jolly Mare e dei Soul Clap.

Buoni comunque i vini di Scacciadiavoli.

Segui Tommaso su Twitter: @furtherset

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