Da greca che vive a Londra, vi posso assicurare che assistere agli scontri e alle manifestazioni di Atene dall’esterno non è stata un’esperienza piacevole. Sempre se non hai incubi in cui tua madre è sommersa da pallottole di gomma e gas lacrimogeni, il solo fatto di non poter prendere la tua dose di colpi e mazzate ti fa sentire incredibilmente in colpa. Non sto dicendo che, a confronto, i manifestanti di Piazza Syntagma abbiano vita facile, dico solo che almeno, al contrario di me, hanno potuto gridare le proprie opinioni, manifestando e lanciando sassi.
Recentemente, mio padre è riuscito a farmi sentire meglio. Un gran numero di stranieri è in visita in questi giorni ad Atene. Be’, direte voi, saranno le solite visite guidate. No. Questo nuovo turismo gravita intorno ai luoghi della rivolta degli Indignados e agli angoli della città visti bruciare sulle televisioni di tutto il mondo. Qualche turista è rimasto anche coinvolto negli scontri. Ecco finalmente un valido motivo per sentirmi una greca moralista e indignata. Il mio nuovo scopo? Scucire qualche euro a questi idioti. Il motivo? Ribaltare le sorti dell’assediata economia greca.
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La mia ricerca ha inizio fuori da Monastiraki, un mercato delle pulci solitamente affollato da turisti. Per mia sfortuna, per le strade di Atene non si vede neanche una rabbiosa unità con maschere anti-gas. Così mi decido, raccoglierò qui il maggior numero di persone per dare inizio al tour guidato dei punti caldi della rivolta. Non salverà il mio paese, ma tant’è.

Da sinistra: Cathy, Kate e Dan, da Philadelphia.
VICE: Ragazzi, come mai siete ad Atene?
Dan: People to People.
Cosa significa?
Dan: Si tratta di un’associazione giovanile. Non ne avete mai sentito parlare?
No, ci dispiace. Volete fare una visita dei luoghi della rivolta?
Dan: No grazie. Il nostro responsabile ha già provveduto ad eliminare le visite nelle vicinanze dei punti caldi.
Ma dai!
Kate: Dai Dan!
Dan: Le ha cancellate!
Forza Dan. Prometto di non mordere. Sarà divertente!
Cathy: I nostri genitori sono preoccupati.
Dan: I miei genitori si preoccupano per me.
I tuoi genitori sono preoccupati per te Cathy?
Cathy: Si.
Penso che dovrebbero lasciarti fare quello che vuoi, alla tua età.

Un gruppo di ragazze dalla Francia.
VICE: Ragazze? Come va? Posso mostrarvi dove ci sono stati gli scontri? Sono davvero fighi.
Ragazza #1: Quali scontri?
Dai, gli scontri. Avete presente? Quando la Grecia è rimasta senza soldi e la gente si è riversata in strada, incazzata, a combattere contro la polizia davanti al Parlamento? Niente?
Ragazze: …
Non ne sapete nulla?
Ragazza #2: No, nulla.
Quanti anni avete?
Ragazza #1: 16.

Peter e Karol, dalla Germania.
VICE: Ciao! Vi andrebbe di visitare Piazza Syntagma con me? Vi mostrerò i rivoltosi più violenti e andremo alla ricerca del cane ribelle.
Peter: Grazie dell’offerta, ma ci siamo appena stati.
Ah, OK. Com’era?
Peter: Normale. Abbastanza calma a dire la verità. Non ci sono molte persone ora come ora. E non c’è neanche il cane. Questo è stato un po’ deludente.
Quindi siete qui per assistere agli scontri? Delle ragazze francesi con cui ho appena parlato non ne sapevano nulla.
Peter: Penso che il mondo abbia un’idea sbagliata dei francesi.
Cosa ne pensate dei manifestanti?
Peter: Stiamo dalla loro parte. La gente pensa che a noi tedeschi non piacciano i greci, e che non vogliamo dar loro nessun aiuto monetario. Ma non è vero.
Io sono greca. Volete darmi dei soldi? Farò il possibile perché vengano spesi in cibo e molotov.
Karol: Hai un cartello divertente.
Mi darete dei soldi? Le francesi non me ne hanno dati.
Karol: Voi greci avete uno strano senso dell’umorismo!

Carlota, dalla Spagna.
VICE: Ciao! Ti interesserebbe una visita della piazza della protesta?
Carlota: È proprio dietro di noi. Perché mai dovrei visitare quella stupida piazza? Vivo ad Atene da tre anni. E perché quel tipo mi sta facendo una fotografia?
È il mio ragazzo. Non ti preoccupare.
Carlota: Oh… è carino. Gli piace il tuo cappello?
Cosa vorresti insinuare?

Andrew e Ben, dall’Australi
a.
VICE: Ehi ciao! Siete venuti ad assistere agli scontri?
Ben: Abbiamo comprato il biglietto aereo prima che scoppiassero le proteste, ma non siamo i tipi da cancellare una prenotazione per un motivo del genere.
Eravate preoccupati di essere coinvolti negli scontri?
Andrew: Eravamo più preoccupati che i trasporti pubblici non riuscissero a portarci qui, vicino agli scontri, impedendoci di partecipare alla manifestazione. Siamo ragazzi forti. Siamo pronti a tutto e non ce ne frega un cazzo della nostra sicurezza.
Grande. Sto cercando di organizzare una visita della piazza, ma la gente non ne vuole sapere.
Ben: Be’ è una piazza. La tua idea non ha molto senso.
Sarà. Che bella idea invece quella di partecipare allo scontro in infradito.
Dopo che Andrew, Ben e le loro inutili calzature si sono allontanati, la gente si è avvicinata, chiedendomi foto di loro e del cartello. Avreste mai pensato che per diventare parte del circo basta girare con un cartello del genere? Chi poteva immaginarlo.
Questo è Murf. Non mi ricordo di che nazionalità è, ma era molto simpatico. Qui ci sono un altro po’ di persone, delle cui foto di vacanza faccio ormai parte.

Alejandra, dalla Spagna.
Etienne, dalla Francia.
Maeve ed Eric, ancora dalla Francia.
Un’anonima famiglia di hipster, dal Canada.
Dopo aver passato qualche ora al cospetto del bollente sole greco, ho deciso di riposarmi in un posto più rilassante, come la spiaggia. Prima di andarci però, sono riuscita a scattare una foto a Cathy, la donna del primo gruppo. Pare che alla fine abbia finalmente deciso di ribellarsi al volere dei suoi genitori e visitare la piazza della protesta, da sola. Guardateci. Una coppia di ribelli.
Per quanto riguarda il tour-della-rivolta-per-ripianare-il-debito-nazionale, non sono ancora in grado di appurarne il valore commerciale. Certo è che sono riuscita almeno nell’intento di liberare una “giovane” americana dalla tirannia dei suoi genitori. Per questo motivo, ho deciso di considerare la nostra avventura un successo.
ELEKTRA KOTSONI
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