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Attualità

Quali sono le differenze tra il programma del governo 'giallorosso' e quello del 'cambiamento'

Non c'è nulla su diritti civili e droghe leggere, ma ci sono buoni propositi su ambiente e lavoro—sempre che non si mettano a litigare già da domani.

di Vincenzo Ligresti
05 settembre 2019, 3:00pm

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Tra campanelline e foto di rito più o meno ufficiali, si è concluso da poche ore il giuramento del nuovo Governo Conte: questo significa che l’alleanza Pd-M5S è davvero ufficiale. Ciò che avrebbe voluto Bersani anni fa, si è oggi tradotto in una squadra di 21 ministri.

A differenza dei primi 14 mesi della XVIII legislatura, le parti in causa non dovranno lavorare su un rigido “Contratto di Governo”, ma su un programma di 29 punti su cui si dovrebbe trovare una quadra comune.

I punti programmatici sono un po’ la sommatoria dei “20 punti imprescindibili” del M5S e dei cinque presentati dal segretario del Pd Zingaretti nelle scorse settimane, rielaborati e stampati dopo l’incontro avvenuto a Palazzo Chigi tra i capigruppo. Ma in cosa si differenziano rispetto al governo precedente, e cosa ci possono far ipotizzare su quello nuovo?

Di seguito, abbiamo cercato di riassumere i punti più salienti.

TASSE E LAVORO

Come priorità, il governo giallo-rosso si è preposto “la neutralizzazione dell'aumento dell'IVA”—ovviamente per riuscirci però dovrà trovare 23,1 miliardi.

Poi, dovrebbe passare a discutere di come ridurre il cuneo fiscale “a totale vantaggio dei lavoratori” (e tradurlo in un piccolo aumento di stipendio), e fissare un salario minimo “garantendo le tutele massime” ai lavoratori. Ecco, qui già M5S e PD potrebbero non ritrovarsi poi d’accordo: i primi lo vorrebbero fissare a 9 euro l’ora, i secondi lo vorrebbero stabilire in base ai tetti dei contratti collettivi.

Nel programma, poi, si legge che si dovrà “investire [maggiormente] sulle nuove generazioni,” creando anche le condizioni "affinché chi ha dovuto lasciare l'Italia possa tornarvi.” Ma anche introducendo una "legge sulla parità di genere nelle retribuzioni,” sostenendo "l'imprenditorialità femminile” e rinnovando l'istituto di natura previdenziale "opzione donna."

AMBIENTE

L'impegno per l’ambiente sembra trovare d'accordo le parti. Nel programma si parla di un “Green New Deal,” che porti “un radicale cambio di paradigma culturale" e a inserire la protezione dell'ambiente tra i principi “del nostro sistema costituzionale,” e si traduca nel concreto in investimenti pubblici basati sul “ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici.”

Quindi, al di là di come questi propositi verranno tradotti nel concreto, significa che il M5S ha ri-ricambiato idea sulle trivelle, per esempio? Non ci stupirebbe, eh.

EUROPA

Nell'anno appena passato abbiamo sentito parlare spesso di Putin, Orban ed euroscettici.

Con questo nuovo programma, invece, si riconferma la “alleanza euroatlantica, con riferimento all’opera delle Nazioni Unite, e sul pilastro dell’integrazione europea”. Pur ribadendo che l’Unione Europea debba fare di più nei confronti dell’Italia, ancora in attesa di una “forte risposta” per la gestione dei flussi migratori.

I DECRETI SICUREZZA

Non giriamoci attorno: per evitare che l’accordo giallorosso saltasse, l’idea di cancellare i decreti sicurezza è stata messa subito da parte, e si è optato per modifiche future, basate sulle due “osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica" in precedenza.

Una riguarda il ridicolo aumento delle multe “di 15 volte del minimo e di 20 volte nel massimo” ai comandati che violano il divieto nelle acque territoriali; l’altra costringe lo Stato a perseguire sempre in “termini rigorosi anche condotte di scarsa rilevanza” nel caso di ipotesi di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Si tratta di modifiche sacrosante, ma non sufficienti per stravolgere una legge volta a penalizzare chi salva le persone.

DIRITTI CIVILI E DROGHE LEGGERE

Qualche giorno fa l'ex ministro della Famiglia Fontana ha etichettato il nuovo governo come un “governo Pride” che avrebbe dato il “via libera ad adozioni per tutti e droghe.”

Dovrà al momento ricredersi: nel programma non si parla per nulla di droghe leggere, di come si voglia procedere col tema dell’eutanasia, né si trova menzione della parola "omotransfobia." Si accenna timidamente allo Ius soli, in quanto si specifica che il “Governo promuoverà una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova generazione.”

In sintesi: per cambiare, ripristinare il ministero delle Pari Opportunità non basta.

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Insomma: l'impressione è quella di essere di fronte a un programma che è estremamente vago, una sorta di esperimento al buio pieno di incognite. E data la precedente esperienza, sembra che la sua attuazione si giocherà sui rapporti di forza dei partiti di maggioranza, sempre suscettibili a cambiamenti.

Tra l'altro—e vorrei sottolinearlo—sono partiti che hanno dimostrato di poter cambiare idea praticamente su tutto e che fino a due settimane fa si odiavano alla follia.

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