Il Dottor Aubrey de Grey è co-fondatore e direttore della sezione scientifica del SENS – Strategies for Engineered Negligible Sciences Foundation, un gruppo di cervelloni fan degli Oasis che vogliono farci vivere per sempre. De Grey crede che il corpo umano sia come una complessa macchina d’epoca, e come le macchine d’epoca di, non so, tipo Jay Leno, i nostri corpi possono continuare a funzionare come da giovani per un tempo indefinito. Basta fare la giusta manutenzione, quella che de Grey chiama Ingegneria Rigenerativa Umana. Oltre a campare per mille mila anni, Aubrey crede che potremo restare intelligenti come trentenni e sexy come ventenni. Come in La fuga di Logan, ma senza il rito della rinascita.
Sarebbe facile considerare Aub come l’ennesimo post-kurzweiliano con barba da freak, ma vogliamo dare il beneficio del dubbio alle teorie del dottor Grey, un po’ perché ci fidiamo del suo dottorato in Biologia preso a Cambridge, e poi perché il suo libro Ending aging, pensandoci bene, dice delle cose sensate. E poi perché siamo dei fermi sostenitori del concetto “Fanculo alla vecchiaia”.
Videos by VICE
Vice: Ciao Aubrey, da quanto lavori al progetto della longevità permanente?
Aubrey de Grey: Da circa 14 anni. Sono entrato nel mondo della biologia facendo un percorso particolare. Io ero uno scienziato informatico, mia moglie mi ha insegnato i rudimenti della biologia. Quando ho iniziato a fare ricerche da autodidatta nel campo della biologia dell’invecchiamento, ho deciso di fare le cose nel modo tradizionale: ho vinto il dottorato nel 2000, ho pubblicato una dozzina di saggi e ricerche e così via.
Che cos’è l’Ingegneria Rigenerativa Umana?
È semplicemente una manutenzione preventiva globale applicata al corpo umano. Nello stesso modo in cui riusciamo a mantenere funzionante una macchina d’epoca o un aereo per quanto tempo vogliamo, occupandoci di tutte le sue parti, allo stesso modo possiamo occuparci di quella complessa macchina che è il corpo umano.
In cosa consiste questa manutenzione?
Le terapie attuali comprendono cose come l’iniezione di cellule staminali nel midollo spinale o nel cuore in prossimità dei traumi per stimolare la ricostruzione di tessuti danneggiati, oppure la sostituzione di un organo intero come il cuore o la vescica con uno ricreato in un laboratorio di ingegneria tissutale. Ma in futuro, le terapie potrebbero ampliarsi alla rigenerazione a livello molecolare, fatta attraverso l’iniezione di enzimi (o del gene che li codifica, dipende dal tessuto che si vuole ricostruire), il che potrebbe eliminare il problema degli scarti molecolari prodotti dal metabolismo, che solitamente vengono accumulati nelle cellule come “rifiuti” fino a danneggiarne le funzioni principali. Quando parlo dell’iniezione di geni, mi riferisco alla tecnica standard di terapia genica per la cura delle malattie ereditarie: impacchettare il nuovo DNA in un virus che striscia nelle cellule e lo integra nei cromosomi. (In molti casi sarebbe comunque possibile farlo, oltretutto in modo più sicuro, manipolando le cellule al di fuori del corpo, potendo così verificare la correttezza della manipolazione genetica prima di qualsiasi iniezione.) Non dobbiamo limitarci a curare i danni improvvisi causati da una lesione o un trauma – il danno graduale e progressivo che sta alla base dell’invecchiamento fisico dovrebbe essere considerato un obbiettivo della medicina rigenerativa alla pari degli altri.
Chiaro. E cos’è la “trascurabile senescenza”?
È un’espressione coniata da Caleb Findh nel 1990. La “trascurabile senescenza” è una stima dell’invecchiamento (misurata osservando la distribuzione dell’aspettativa di vita di una popolazione) che è statisticamente indistinguibile dallo zero, il che indica un invecchiamento praticamente impercettibile. Alcuni animali vivono per centinaia di anni – la balena artica vive fino a 200 anni, alcuni molluschi arrivano anche a 400.
Fai molti esperimenti sui topi. Come mai?
I topi vengono usati in laboratorio da più di un secolo, quindi esiste già un enorme arsenale di trucchi tecnici per manipolare i loro geni e la loro fisiologia, che però non sono adatti sugli altri animali. Per questo continuano ad essere il mammifero di riferimento per molti biologi. Abbiamo visto che il SENS funziona nei topi, il che non significa ovviamente che possiamo subito usarlo sugli esseri umani, però questo ha permesso di darci credibilità, permettendoci di raccogliere più fondi e di migliorare la ricerca.
Realisticamente, tra quanto sarà possibile utilizzare le vostre scoperte sugli esseri umani?
Stiamo progredendo velocemente, ma non così veloce come potremmo con un po’ più di fondi. Direi che abbiamo il 50% delle possibilità di arrivare a dei risultati utili agli esseri umani entro 25 anni con una raccolta fondi adeguata, ma questa previsione potrebbe allungarsi di altri 10 anni se le donazioni restano così basse.
Quanto a lungo pensi di poter vivere?
Non posso dirlo numericamente, e credo sia controproducente pensare alla longevità in questi termini. Il modo giusto è pensare in termini di salute. Quindi, per prima cosa, io sono in salute e non ho intenzione di morire a breve. Secondo, non voglio diventare decrepito o avere qualunque tipo di malattia finché sono in vita. Terzo, credo che molto probabilmente non vorrò morire a breve e neanche in futuro, finché sono sano. Somma tutte queste cose insieme e capirai che ha senso farsi un programma per il futuro – investire del tempo ora per aumentare le possibilità di evitare il decadimento fisico dell’avanzare degli anni.
E tutto questo potrebbe succedere senza che il nostro cervello o i nostri muscoli marciscano diventando muffe spugnose?
Sì, è proprio questo lo scopo. La longevità è più facile da comprendere se considerata come un effetto benefico: lo scopo del mio lavoro è quello di trattare l’invecchiamento come una malattia da tenere sotto controllo. Non vivremo mai a lungo se non capiamo come stare in salute più a lungo, e qualunque suggerimento contrario è ignorante o strategia della paura. Ma, viceversa, appena riusciamo a sconfiggere l’invecchiamento, il risultato che otterremo sarà l’abbassamento delle probabilità di morte annuali che vogliono i giovani adulti – in altre parole, un enorme aumento dell’aspettativa di vita.
JONATHAN SMITH
Altro
da VICE
-

-

Photo by Junko Kimura/Getty Images -

Photo: Dragon Claws / Getty Images -

Photo: rdegrie / Getty Images