Ci piacciono le persone piene di risorse, che lavorano in maniera intelligente e riescono a creare cose dal nulla. Recentemente abbiamo sentito parlare di un tizio di nome Jamie che distilla i suoi stessi stronzi trasformandoli in profumo, cosa che, per quanto ci riguarda, è l’incarnazione dello spirito imprenditoriale che tanto ammiriamo. Abbiamo contattato l’intraprendente profumiere per farci una cultura sull’essenza di cacca.
Vice: Ciao Jamie. Parlaci un po’ di te.
Jamie: Il mio nome è Jamie. Sono nato in un ospedale. Da allora, ho iniziato a vendere bottiglie di profumo fatte con la mia merda ad 80 dollari a boccetta.
Quante ne hai vendute finora?
Ne ho vendute 25, su 85 che ho prodotto.
Sta andando piuttosto bene. Da bambino ti sono capitate esperienze traumatiche collegate alla cacca?
No, non più di qualsiasi altro ragazzino.
Sei sessulamente attratto dalla cacca?
No, ma ho visto quel video su internet.
Che merda, fa così 2007.
Lo so, mi dispiace. Che scena malata.
Come è nata l’idea per il tuo profumo?
Stavo leggendo un libro dello scrittore francese Dominique Laporte chiamato The History Of Shit, che analizza le implicazioni teoriche e sociali delle feci, e il suo ruolo come materiale impiegato nei prodotti cosmetici. È venuto fuori che i buoni odori vengono utilizzati per coprire quelli cattivi, quindi ho pensato che un cattivo odore potrebbe essere usato per coprire quelli piacevoli.
Non è una cosa incredibilmente ovvia, fare dell’arte su una cazzata simile?
Beh, ho fatto qualche ricerca e ho parlato con profumieri e scienziati che lavorano con l’odore a livello molecolare. Ho scoperto che ci sono molecole che sono comuni a buone e cattive essenze. Ad esempio, l’odore delle feci e molti fiori bianchi, come i fiori d’arancio e quelli di ginepro, sono derivati della molecola Skatole (residuo organico). Hanno solo diverse concentrazioni.
Merda.
Esatto. Alcune delle aziende che producono profumi di lusso, e altre che producono aromi naturali per alimenti comuni, spesso usano gli stessi ingredienti chimici di sintesi. Sono solo emulazioni, ma in un sacco di alimenti che mangiamo ogni giorno ci sono cose come lo zibetto, una copia delle secrezioni anali del Viverridae (un sorta di gatto selvatico). Poi ci sono le varie emulazioni classiche come le secrezioni di cervo muschiato e quelle degli alberi.
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Hai dovuto passare un sacco di tempo a casa in attesa di accumulare la tua cacca, o hai un sacchetto di plastica che ti porti in giro per raccoglierla ?
No, non ho bisogno di averne così tanta. E’ stato abbastanza rapido come processo. Mi c’è voluta circa una settimana per estrarre gli ‘”oli essenziali” dalle varie “materie prime”. La creazione e la miscelazione sono le fasi che durano di più, perciò non ho dovuto portare in giro nessun sacchetto di plastica.
Come hai affrontato l’odore?
Mollette per il naso, finestre aperte, e miei coinquilini erano altrove.
Chiaro. Potrei chiederti del processo di distillazione, ma sarebbe davvero noioso, no?
Fondamentalmente io uso un sacco di contenitori e tubi e tutto finisce con boccette di eau de merde.
Come hai deciso che valeva 80 dollari?
È il prezzo medio per un profumo di quella dimensione.
E per quanto riguarda il nome ‘Surplus’? Da dove viene?
Non volevo essere come tutti gli altri nerd patetici, traducendo qualcosa dall’inglese al francese solo per il suono più glamour. Surplus rimane uguale in entrambe le lingue, e nega le connotazioni romantiche della lingua francese.
Hai mai usato il tuo profumo?
Solo alle inaugurazioni di mostre.
Scommetto che ti sono andate di merda!
KATIE GANFELD



