Identità

Restare amici dei propri ex è possibile? Sì, se sai come farlo

Paradossalmente, un ex che diventa un caro amico può capirti meglio di chiunque altro.
Vincenzo Ligresti
Milan, IT
30.9.20
come rimanere amici degli ex come fare
Foto Getty Images/Oliver Byunggyu Woo/ EyeEm.

Quando chiudi una relazione, le possibilità che la persona con cui hai condiviso fluidi corporei, segreti e momenti bellissimi finisca sigillata in una scatola dei ricordi sono altissime.

Non sempre è così, però: alcuni pasteggiano allo stesso tavolo con ex e nuovi partner come se nulla fosse. Ma come ci sono riusciti? È successo così, naturalmente, o ci si sono messi di impegno?

Le strade sono diverse, ma proprio per questo ho chiamato in causa alcune persone che ci sono passate—oltre a un’esperta che potesse aggiungere qualche consiglio—e poi ci ho scritto questo articolo ex novo. Lo so, non fa ridere. Ma volevo dirlo, e in fondo ricostruire un rapporto con un ex partner può significare davvero ricominciare daccapo.

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“CI SIAMO LASCIATI”: COME COMPORTARSI DOPO LA FINE DI UNA RELAZIONE

La relazione di Momoka, 26 anni, si è chiusa dopo quattro anni, di comune accordo con l’attuale ex. “Aver già metabolizzato la rottura, proprio perché era volontà di entrambi, ci ha messo subito nella condizione di sentirci amici: continuare a scriverci e uscire è avvenuto in maniera molto naturale sin da subito,” mi dice. “Sono una grande sostenitrice dell’amicizia tra ex, ma non è sufficiente la volontà, non è qualcosa che si può forzare.”

Marilena Iasevoli, psicologa e sessuologa, conferma che rimanere fin da subito amici tra ex è un caso raro, anche per il bisogno di metabolizzare la rottura. Innanzitutto, oltre ad avere una forte motivazione, bisogna pensare che “quando finisce una relazione non è detto che entrambe le parti superino la rottura con gli stessi tempi, quindi essere onesti con se stessi se ci si sente ancora coinvolti e comprendere a che punto è l’altra persona è fondamentale. Altrimenti, il rischio è di rimanere bloccati in un limbo, una zona grigia di fraintendimenti.”

Insistere subito per rimanere in buoni rapporti, quindi, può risultare controproducente: “Un ottimo modo per aprire un varco con delicatezza è mandare un messaggio, e dire ‘Io sono qui, mi piacerebbe fossimo amici, scrivimi quando te la senti’, esplicitare che non hai secondi fini e attendere,” continua Iasevoli.

“Col mio ex abbiamo ricominciato a rivolgerci la parola grazie a una sua reazione sotto a una story Instagram dopo quasi un anno,” mi racconta Eleonora, 18 anni.

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D’altronde, subito dopo la fine di una relazione, Instagram e simili diventano un campo minato “in cui da un lato silenziare o bloccare l’ex non serve se poi guardi il suo profilo dal cellulare degli altri; e dall’altro non lo è nemmeno tampinarlo, perché se è ancora innamorato, potrebbe recepire in maniera equivoca certi tuoi segnali,” continua Iasevoli.

LA “FASE DI TRANSIZIONE” TRA EX

Come per ogni cosa, la pratica può discostarsi molto dalla teoria, soprattutto in quella fase in cui gli strascichi della relazione si sovrappongono ai tentativi di trasformarla in altro e le parti, tra alti e bassi, continuano a frequentarsi.

“Abbiamo affrontato tutti i cliché della ‘fase di transizione’: post pensati per far ingelosire l'altro, lento riavvicinamento, pubblicazione di foto tattiche del cane che avevamo adottato, sesso random,” mi raccontano Pietro, 31 anni, e Mirko, 29, che sono stati insieme per cinque anni.

Questo è da considerarsi il momento in cui tutti i tentativi per ricalibrare i rapporti sono legittimi, ma non necessariamente utili allo scopo. “Se per esempio si continua ad andare a letto insieme, essere ‘amici da letto’ mentre ci si guarda attorno, è importante capire se l’altro finge di non essere più emotivamente coinvolto o meno,” spiega Iasevoli. Se così non fosse, questo potrebbe comportare un nuovo o definitivo allontanamento—“per questo è fondamentale e molto maturo parlare di nuove regole implicite o esplicite.”

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Scegliere quanto contatto fisico possa esserci, capire se si può (almeno inizialmente) uscire insieme o solo in gruppo, quanto e come sentirsi, e quali argomenti possano essere discussi sono questioni che prima o poi vanno affrontate. “Quando si sta insieme solitamente si condivide tutto; magari segreti e questioni familiari che dopo la rottura non si vogliono più affrontare o di cui non si vuole parlare nel dettaglio, oppure si può provare disagio nel parlare di nuovi flirt,” continua Iasevoli. “Quindi si tratta di porre dei confini, da considerare come permeabili, ricontrattabili nel tempo.”

QUANDO GLI EX FREQUENTANO GLI STESSI AMICI

Quando una ex coppia frequenta lo stesso giro di amicizie è il caso di non creare polarizzazioni: “tentare di ostracizzare l’altro o di far schierare gli amici non è maturo. Piuttosto, se inizialmente non ci va di vedere l’ex, è il caso di alternarsi nelle uscite,” dice Iasevoli.

In alcuni casi, però, frequentare gli stessi giri potrebbe addirittura “accelerare” la ricucitura di rapporti che sembrano poco recuperabili.

“Sono rimasta in buoni rapporti con tutte le mie ex, se ci si incontra in giro scambiamo tranquillamente delle chiacchiere, ma con una ex in particolare, che frequenta il mio stesso giro di amicizie, siamo diventate davvero amiche,” mi racconta Lara, 30 anni, che dopo due anni ha recuperato il rapporto con la persona con cui era stata un anno e mezzo.

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Secondo molti, anche se non è da considerarsi una regola aurea, è più facile che le relazioni tra ragazze mutino in amicizie più o meno strette. “Tranne nei casi in cui ho assistito a rotture drastiche, penso che tendenzialmente sia vero,” continua Lara. “Lasciami passare il termine: a volte le donne queer sono ‘amiche da cui si è attratte fisicamente’, quindi una volta passato il dolore e l'attrazione post-rottura, soprattutto se si apparteneva a un gruppo ampio di amicizie, si torna ad essere amiche, o migliori amiche, al punto che alla domanda ‘ci scoperesti di nuovo?’ spesso la risposta che ho sentito è ‘che schifo! ormai è tipo mia sorella’."

“Senza voler dare alcun giudizio di sorta, da un mero punto di vista biologico, alcuni studi dimostrano che l’area del cervello dedita all’introspezione è più sviluppata nel genere femminile, quindi tra donne si potrebbe raggiungere più facilmente una nuova riconciliazione,” spiega Iasevoli. “Inoltre, secondo retaggi culturali che per fortuna pian piano stanno scemando, l’uomo ‘deve mostrare orgoglio’ quando la persona con cui ha condiviso tutto potrà farlo in futuro con altri.”

NUOVI FIDANZATI: COME REAGISCONO GLI EX

L’arrivo di nuovi partner è un altro grande ostacolo. Per Iasevoli è a questo punto che “si vedrà se l’amicizia regge o il nuovo rapporto non era così solido, in quanto potrebbe subentrare della gelosia.” Che potrebbe manifestarsi anche nel nuovo partner nei confronti dell’ex, e qui “sta a noi spiegare quanto questo rapporto sia importante nella nostra vita, e capire se ha fiducia in noi.”

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Se per riprendere i rapporti con il suo ex Eleonora ha dovuto attendere un anno, con la sua ex invece è rimasta in “ottimi rapporti fin da subito.” Quando però quest’ultima ha iniziato a frequentare un’altra ragazza, mi dice, “ho pensato fosse giusto lasciare loro il proprio spazio, fino a quando non si sono lasciate e siamo tornate amiche come prima.”

Per quanto possa sembrare strano, un ex che diventa un amico può capirti meglio di un amico e basta. “Ci sono aspetti di noi che non è detto escano con tutti: ci sono persone che sanno tirare fuori il peggio di noi, e ci sono persone che sanno tirare fuori il meglio—e questo vale soprattutto per le persone con cui abbiamo avuto una relazione,” afferma Iasevoli.

Quindi, se tieni davvero a un ex—tra quelli che sanno tirare fuori il meglio di te—è il caso di provarci. “Il mio ex credeva che avendo condiviso così tanto in quei quattro anni, sarebbe stato impossibile stabilire un legame amicale disinteressato. Credeva che una volta finita la coppia, sarebbe finito il legame… Alla fine, ha scoperto che avevo ragione io,” mi dice Momoka.

Quando non c’è più rancore, si è arrivati probabilmente alla meta. Per esempio, Pietro mi racconta che adesso con Mirko parla tranquillamente “delle similitudini tra lui e il mio (quasi) marito. Anzi gli mando un saluto, tanto so che leggerà questo articolo!”

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