
In quest’epoca di shock e meraviglie, di stranezze quotidiane, di puttanate che fanno il giro del mondo saturando la nostra attenzione, quella che più di ogni altra cosa è andata perduta è la capacità dell’essere umano di perplimersi. Da quanto tempo non vi fermate increduli davanti a qualcosa, chiedendovi sinceramente da dove cazzo possa essere arrivato l’oggetto/fenomeno/evento che state osservando? Da quanto tempo non bollate una stranezza come, appunto, la “solita stranezza”, l’ennesima cagata tra le tante impilate sulla bacheca di facebook? Ecco, l’unico fenomeno che negli ultimi anni si è avvicinato a rimanere in questa oscura indecifrabilità è stato probabilmente l’avvento di Alfonso Luigi Marra, ma anche lì, la ripetitività del gesto e l’improvvisa mondanità del personaggio hanno immediatamente rovinato tutto.
Oggi, però, è cambiato qualcosa. Vi offriamo il più grosso WTF mai comparso sull’internet tutto. Guardate questo quadro, guardatelo, e provate a dire che non siete talmente perplessi da non avere neanche idea di quali siano le domande da porsi. Ora considerate anche il fatto che questa cosa l’ha dipinta una tizia il cui scopo è quello di dare un commento sul declino dell’attuale cultura americana, e che è in vendita su eBay all’irrisorio prezzo di 177.000 cucuzze.
Bene.
Il titolo del pezzo è, con davvero poca fantasia, Jesus Tries to Cheer up Paul Mc Cartney – Using a Lambchop Puppet (Gesù tenta di consolare Paul McCartney – Usando la marionetta di un agnello). È la stessa artista, la statunitense Kata Billups, a spiegarci che Paul è depresso perché ce l’ha con Yoko, la incolpa di avere spaccato i Beatles e le ha disegnato le corna in testa. Il buon Gesù, dalle fattezze di Ashton Kutcher, è vestito di una interessante tunica decostruita, probabilmente disegnata da qualche stilista Giapponese, e calza un paio di Birkenstock. Sta tentando di tirarlo su facendo lo scemo con una testa di agnello, e ha chiamato un angelo a fare i lavori di casa che il depresso Paul sta evidentemente trascurando da un po’. L’angelo calza un paio di pantofole, di pelliccia ecologica, l’artista ci tiene a specificarlo. Il tutto si svolge su un palcoscenico perché, si sa, il mondo intero è uno stage. Paul non caga Jesus, il quale si sta prodigando per dargli una mano nonostante i bisticci di un tempo su chi fosse il più grosso tra lui e i Beatles. Non mancano, poi, riferimenti autobiografici: il pastore tedesco ritratto nel quadro è l’amato cane di casa Billups, e alcuni dei mobili ritratti appartengono effettivamente a Kara. Le tende no, quelle sono le quinte del palcoscenico (ovvio, no?).
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So di avervi già bruciato abbastanza neuroni ma cerchiamo un attimo di approfondire. La cara Kata (ahem), ha presentato questo quadro in un gruppo di lavori che ha usato come tesi di laurea alla scuola d’arte. Il punto di tutta sta roba sarebbe, in teoria, la rappresentazione della decadenza degli USA inserendo Gesù Cristo in contesti umoristici e satirici tipicamente americani. Per esempio ce n’è uno in cui l’agnello di dio si traveste maldestramente da obeso, usando un cuscino e un pacchetto di patatine, per evitare che due troiette sfottano una cicciona all’ingresso di un negozio. Molti altri suoi lavori, poi, coinvolgono figure dell’età dorata del rock, come la serie di lavori in bianco e nero in cui un Bob Dylan annoiato guarda delle cose (e a una certa sembra anche dirigere il traffico), o l’altro lavoro in cui tenta di spiegarci la vera motivazione dietro la “bed conference” di John & Yoko (io però non l’ho capita). E ancora: lo sapevate che in segreto Mick Jagger cuce bambole per beneficenza ma in pubblico non divide il suo pollo fritto coi bambini? Brutta storia, lo so… Ce ne sarebbe pure una in cui Liberace mostra a Elvis una piscina a forma di chitarra, ma non sono riuscito a trovarla… a voi decidere se è un bene o un male.
Ebbene, questo è il mondo di Kata Billups, una che con il suo lavoro assolutamente diverso da “tutta quella merda fatta con photoshop da tecnici senz’anima”, tenta un’operazione decostruzionista della cultura pop, intingendola di spiritualità e sani valori di una volta. La sua missione è quella di restituirci la cultura americana così come la storia e il volenteroso popolo yankee l’hanno forgiata.
Ma che davero? Sì, davero. Perdinci, tre collezionisti hanno commentato il suo lavoro, mica uno!
Non rimane molto da dire. Insomma, se tutto quello che l’avanguardia ha sempre fatto è stato riconfigurare oggetti, concetti e i loro significati sociali in modo tale da creare nuove visioni della realtà, qui siamo davanti all’avanguardia assoluta. Una tizia random che infila personaggi casuali in un quadro e ci mette cristo vicino. L’avevate mai visto da qualche altra parte? No, ci scommetto quello che volete.
Ringraziamo Kata Billups per averci ricordato ancora una volta di quali epiche discese nell’abisso l’umanità sia davvero capace. Io vado ad ascoltare per un’oretta il rumore di errore del mio computer, magari mi ripiglio.
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