I Blues Control sono un’entità newyorkese composta da due persone che sta solidamente e lentamente costruendo qualcosa di molto caldo, creando della musica che ti dovrebbe piegare il cervello. Formatisi nel gennaio del 2006 come un progetto parallelo dei Watersports (una band new age degli amanti Russ Waterhouse e Lea Cho), i Blues Control hanno pian piano cominciato a prendere possesso della situazione; lasciando sul sedile posteriore i synth, le atmosfere catatoniche e i caftani. A sentire il nome la prima cosa che viene in mente è un rock duro, pieno di riff, di quelli che ti fanno battere i piedi, roba che ascoltava tuo padre, ma la realtà è molto, mooolto più strana.
I Blues Control si distinguono per un approccio completamente critico all’ambiente generale del rock psichedelico. I loro tempi blues tradizionali risultano solo vagamente percettibili sullo sfondo. Di solito costruiscono qualche forma di ripetizione, un sample di blues, un riff al piano, ci giocano per un po’, poi lo demoliscono fino a che rappresenta un sovraccarico imbarazzante di cultura e storia replicate in una forma aulica. E con questo non sto assolutamente esagerando. E’ straordinario vederli dal vivo. Ma per tutti quelli che non possono arrivare fino al Queens, c’è speranza, perchè tutti i dischi sono live. Dovrete soltanto immaginarvi la scena- ma i Blues Control sono stati così gentili da prendersi un po’ di tempo per raccontarcela.
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Vice: Da quali spunti e per quali motivi desiderate “controllare il blues”?
Russ: Mixtape riciclate, ritmi poveri, echi e ritardi in stereo, jam session, birra gratis, energy drink, no alle tribute-band, ballare, atmosfere alla Stax records, cappelli, PA da festival.
Quali sono le differenze fondamentali a livello estetico e teorico tra i Blues Control e i Watersports?
Musicalmente, i Watersports sono minimalisti, laddove i Blues Control sono massimalisti. Abbiamo cominciato come Watersports con l’idea di suonare new age a concerti noise. I Blues Control sono nati invece come uno scherzo, dopo un sacco di discussioni su cosa mancasse ancora agli show a cui andavamo; idee interessanti e spunti divertenti. I Blues Control sono una “rock” band, alla fine, perché noi usiamo strumentazioni rock – chitarre, ampli sparati, pianoforte, e le idee a cui facciamo riferimento vengono dai classici del rock psichedelico. Poi, per quanto riguarda le performance live, i Blues Control hanno una data di scadenza, mentre i Watersports sono qualcosa che probabilmente potremo portare avanti bene anche da vecchi senza temere imbarazzi.
Perchè tenerli separati quando condividono i componenti e spesso anche la strumentazione?
A volte si accavallano, ma c’è molta più enfasi sulla stesura dei pezzi per quanto riguarda i Blues Control. I Blues Control poi incoraggiano il pubblico a partecipare allo spettacolo e a muoversi, laddove i Watersports chiedono semplicemente di stare fermi ed ascoltare.
Come vi gestite per la produzione del suono?
Facciamo passare i nastri registrati e tutti i nostri strumenti attraverso un mixer fino ad un setup di stereo e amplificatori. Questo ci permette di suonare come un disco anche durante un live, che è parte del nostro scopo – replicare i suoni dei nostri album preferiti che utilizzano la registrazione come uno strumento.
Quindi voi ragazzi avete del tempo libero?
Ci frequentiamo da molti anni ormai. E’ tutto molto naturale, e non facciamo più differenza consciamente tra la nostra relazione creativa e qualsiasi altra parte delle nostre vite. E’ meraviglioso.
MICHAEL BRAY
L’ultimo LP dei Blues Controls Puff è uscito ora per Woodist. Il loro album omonimo si trova su Holy Mountain.



