Bravo’s Deadly Mission

Se seguite VBS.TV (quella rete ordinaria e fiacca), dovreste aver già conosciuto Ben Anderson. Ci ha guidati nei suoi viaggi in Afghanistan, e ci ha parlato di Obama’s War. Giovedì scorso il suo nuovo film, Bravo’s Deadly Mission, è stato trasmesso su Channel 4. Il film segue un plotone di Marines degli Stati Uniti dal momento in cui vengono lasciati nel bel mezzo di una roccaforte talebana, Marja, per portare a compimento l’Operazione Mushtaraq. Abbiamo contattato Ben per inchinarci ai suoi piedi.

Vice: Salve Ben. Ho appena guardato il tuo film, è stupendo.
Ben: Grazie!

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Una delle prime cose che colpiscono quando si guarda il tuo film è il rapporto terribile tra l’Esercito Nazionale Afghano e i soldati americani.
Sì, non mi ha sorpreso, ho visto che la stessa cosa accadeva con gli inglesi. Un maggiore dell’Esercito inglese nel 2007 li ha descritti come “inaddestrabili”. La cosa più assurda in questo caso è che l’operazione era stata chiamata Mushtaraq, che significa “unione”, e il Generale sosteneva che l’operazione fosse tutta condotta dagli afghani. È assurdo. Il problema è che loro dovrebbero essere in grado di fare il proprio lavoro da soli, così noi ce ne possiamo andare. Nessuno ha intenzione di dire la verità pubblicamente, ma i soldati con cui ho parlato sul luogo dicono che i soldati afghani avrebbero bisogno di altri dieci anni di addestramento per fare quel lavoro. Ma noi questo non lo possiamo ammettere, perché non staremo lì per altri dieci anni.

C’è un momento in cui i soldati americani praticamente spingono gli afghani per primi da una porta per poter dire che l’operazione è stata condotta in parte dagli afghani.
Lo stesso accade con la cerimonia dell’alzabandiera, è tutto un po’ troppo forzato. Una volta due soldati afghani hanno avuto un’overdose di eroina nel campo in cui noi dormivamo, e sono stati salvati dai medici americani; purtroppo, non l’ho ripreso.

I soldati americani pensano che le truppe afghane siano un rischio per loro?
La cosa non li influenza così tanto, devo dire. Ogni plotone ha soltanto due soldati afghani, se fossero tanti quanti gli americani probabilmente sarebbe molto diverso. Quando sono andato con gli inglesi, loro hanno definito l’annessione dei soldati afghani come “radunare tanti gatti, gatti con le armi.”

I soldati con cui eri non mi sono sembrati troppo limitati dalle regole d’ingaggio.
A parte gli ufficiali, la maggior parte delle truppe potrebbe dire che preferirebbe regole d’ingaggio molto più vaghe, così da poter andare e uccidere gente e vincere la battaglia. Ma sono arrivati al punto di accettare che le regole d’ingaggio siano come sono a causa del fatto che le perdite di civili sono il motivo principale per cui la popolazione locale odia i soldati.

Verso la fine del film hai affrontato il tema della NATO e del governo afghano che stanno cercando di instillare un forte senso di unità e nazionalismo tra gli afghani.
Sì, ma attualmente c’è una frattura enorme e un sacco di gente pensa che tutto quello che stanno facendo sia addestrare una fazione per la guerra civile che si verificherà una volta che ce ne andiamo. L’esercito afghano è grandemente dominato dai tagiki e dai gruppi del nord, mentre i talebani sono per la maggior parte pashtun, e questa divisione prevale in maniera assoluta.

C’è una importante sezione del film in cui la Compagnia C per errore lancia un razzo verso un complesso che ospita dei civili. Sembrano tutti traumatizzati dalla cosa, soprattutto McClane.
Sì, lui è un borsista della Rhodes che ha trascorso sei anni a studiare arabo ad Oxford, e ora si trova in un Paese dove nessuno parla arabo. Tutti leggono roba neoconservatrice e sono davvero convinti di stare combattendo una guerra al terrorismo. McClane mi ha detto che gli afghani non cadranno più sotto lo stivale del fascismo islamico, ci ha davvero pensato a lungo ed è convinto di trovarsi laggiù a fare una cosa buona. Quindi l’episodio del razzo lo ha colpito davvero profondamente.

Colpisce vedere quanto siano calme le truppe, anche sotto la costante minaccia di attacchi o tradimenti.
Dopo un po’ arrivano a cercarlo loro stessi, il pericolo. Alcuni soldati cercano le risse apertamente, sono convinti che ne uscirebbero vincitori. Il problema è che se fanno il loro lavoro di soldati perfettamente e annientano i talebani, a un certo punto dovranno passare il testimone al Governo Nazionale Afghano. Due anni fa Marja era sotto il controllo del governo, e la polizia aveva fama di rubare e stuprare. I civili locali preferiscono i talebani, perché non sono corrotti, non compiono stupri o rapine. È proprio questo il vero campo di battaglia: convincere la gente a fidarsi del governo, non dei talebani.

BRUNO BAYLEY

Tag: afghanistan, ben Anderson, tv inglese, canne 4, vbs.tv

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