Se c’è una categoria di persone in grado di apprezzare un big booty, sono certamente i DJ ghetto house. È la musica da sculetto definitiva, direttamente da Chicago, fatta di carnosi kick di 808 e bpm sparati ed è fondamentalmente il genere di musica elettronica che ha meno paura di buttartela lì in maniera esplicita, con vocal super-porno tipo “Face down, ass up/That’s the way we like to fuck”.
Nato all’inizio degli anni Novanta, questo sottogenere del genere era in parte influenzato dalla house classica, in parte dalla famigerata Miami bass. la sua cula fu la Dance Mania di Jesse Saunders, sulla quale stesero le proprie tracce pesi massimi come DJ Funk, DJ Deeon, Traxmen, DJ Milton, Slugo e Jammin’ Gerald, portando nei club della zona una musica vicina alla perfezione, e creandosi intorno una vera e propria scena, tra mixtape e rave nelle case popolari. Più di recente, in Europa si è generato un piccolo revival di queste sonorità grazie a DJ come Nina Kravitx—che ha definito “autentica e umana” la ghetto house e c’è una compilation celebrativa in uscita. Il disco contiene quindici tracce, ma noi abbiamo chiesto al guru della scena DJ Deeon di indicatci quali sono per lui le cinque vere killer immortali.
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Steve Poindexter – “Computer Madness”
È una traccia che metto da quasi vent’anni, ed è una specie di peitra angolare per tutta la scena del southside di Chicago. Il 12″ originale con tutte e quattro le tracce della prima edizione è una vera rarità e Steve è l’idolo della mia generazione. È proprio “Computer Madness” in particolare che mi ha fatto venire voglia di seguire questa strada: il modo in cui la bassline scende di tono, i passaggi cachy, l’assenza di voci… Insomma, è uno dei migliori a maneggiare questo tipo di suono così funky nonché il mio DJ preferito in città. Punto. Non l’ho mai incontrato di persona perché è nel giro da più di me ed è anche più vecchio. Ma credo facesse anche altro nella vita, e stesse un po’ defilato dalla scena. Però mi ha chiamato l’altro giorno, mi ha chiesto di mettere su una festa per suo figlio.
Jammin Gerald – “Pump That Shit Up”
“Pump That Shit Up” è un classico esempio di traccia ghetto house del west side di Chicago. È anche un classico esempio dello stile di Gerald: innovativo e unico, è il miglior remixer del giro. Mi piacciono la bassline e l’energia che c’è nelle vocals. Credo di avere suonato più spesso il resto di questo disco, ma questa traccia è decisamente la mia preferita.
DJ Deeon – “The Freaks”
Ho campionato quel “uh oh!” da dei ragazzi a una festa nelle case popolari. Il resto, soprattutto il verso “all the freaks”, l’ho campionato da una canzone di Paris Mitchell, “Work It”. L’ho fatta sentire a un paio di amici e loro mi hanno detto “ecco una bella traccia di pura e semplice Ghetto House”. Partì tutto da lì: tutti i DJ iniziarono a suonarla e diventò una piccola hit radiofonica tra il 1997 e il ’98. Andò prima nella classifica di WGCI-FM’ “Top 9 at 9.” Non me l’aspettavo, ma il coretto “uh oh!” divenne un tormentone da festa.
DJ Funk – “Bitches!!!”
La migliore traccia house fatta da qualcuno del giro rap. Parla di tutte le ragazze con cui ha avuto a che fare in vita sua, con cui ha fatto sesso, con cui ha fatto festa. Ha la tipa a casa, ma è libero di fare il matto. Non capirò mai come abbia fatto sto tipo a stendere un testo del genere. Se la rappa tutta fino all fine della traccia. Nel ’94 nessuno si inculava questo brano, iniziò a girare per radio verso il 96 o il 97. La ghetto house era una roba underground, da strada e da club. Ma alcuni dei DJ da club iniziarono ad andare in radio, facendo delle ospitate nei weekend o nei giorni di vacanza, e iniziarono a suonare questa traccia. Il che aiutò molto la scena.
DJ Deeon – “1112”
Era il numero del mio appartamento alle case popolari, ci abitavo con mia sorella e i suoi figli. Credo di esserci rimasto due o tre anni intorno al 1992. Questa traccia è pesantemente ispirata a Poindexter, tutta strumentale e senza campioni di voce. Ho messo giù la bassline con una tastiera Yamaha, spippolando su e giù con la modulazione. È una delle mie preferite, mi paice il modo in cui la folla interagisce con i toni alti del sample quando la metto.
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(Photo by Bryan Bedder/Getty Images for Fashion Scholarship Fund) -

