Che abbia seguito nei prossimi tempi o meno, in quasi tutta italia ha impennato di brutto un nuovo fermento legato all’idea di festival musicale, una voglia di innovarne alcune caratteristiche per spingere l’acceleratore su alcune possibilità sociali e culturali che la formula “passiamo tanto tempo tutti insieme a sentire tanta musica” possiede, e che magari finora erano state ridiscussee solo in un’ottica fricchettona e retorica. Sono soprattutto due gli elementi fondamentali che permettono di sperimentare e fare ricerca: il rapporto col territorio, urbano o meno, e la condivisione di spazio e tempo. Dissidance lavora più o meno su entrambi i fronti: trattasi di un festival di musica elettronica underground, che inizia oggi (18 luglio) e si tiene all’ecovillaggio di Granara (PM) per tutto il weekend. Messo in piedi da una crew (Tree Boo) di ragazzi con una storia che ha toccato i rave illegali e varie altre situazioni di autorganizzazione underground, il festival vorrebbe essere, più che una situazione in cui consumare un esperienza, un momento libertario di condivisione e di rapporto diretto col paesaggio, posizionando pubblico e artisti sullo stesso piano immersivo. Collaborano al tutto un po’ di cricche di spirito affine, come l’armata Rxstnz, i teknusi Brutal Toys e il collettivo multimediale Otolab, e tra gli ospiti extra-italia c’è gente come Ben Pest e Fedka The Irritant.
I due ideatori del festival, Michele e Rishi (anche noti come Logik Haze), hanno deciso di farci un Noisey Mix per mostrare meglio lo spirito artistico del festival, e di rispondere a qualche domanda per approfondire il lato organizzativo e sociale. Date un occhio e un orecchio, e vedete se non è il caso di farci un salto.
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NOISEY: Iniziate raccontadomi la genesi del progetto.
Rishi: Anzitutto ci teniamo a dire che, oltre ad essere organizzatori, siamo anche tra quelli che suonano, come Logic Haze. L’idea è partita dall’incontro tra noi e Lele della crew techno underground BrutalToys. Ci siamo incontrati alla SAE, e il festival nasce proprio come tesi di laurea di Michele
Michele: L’idea tra di noi c’era già, poi, dato che come prova finale per la SAE puoi scegliere un progetto di qualsiasi tipo che concerne il mondo dell’audio, ho deciso di unire l’idea che avevamo al mio percorso accademico, facendo tutta una contestualizzazione teorica, descrivendo perché e percome è stato organizzato questo festival, e l’ho portato come progetto di tesi. Parliamo di quasi otto mesi fa.
Rishi: Io conosco i ragazzi dell’ecovillaggio e lo frequento da quando ero piccolo, abbiamo deciso di portare lì la nostra idea di post-rave, un contesto che non è urbano e non è quello di un’occupazione ma, appunto, un ecovillaggio, che rappresenta una piccola rivoluzione riuscita e che va avanti da vent’anni. Così è nato un tavolo di lavoro tra noi e gli abitanti del villaggio, e subito abbiamo voluto affiancarci alle realtà che conoscevamo di Milano come Otolab e RXSTNZ, a cui abbiamo anche chiesto una mano, cercando di fare sì che questo diventasse un progetto anzitutto culturale ma anche di socialità e integrazione tra le persone.
Visto che avete usato il termine post-rave, cosa pensate che contenga Dissidance in più rispetto auna dimensione da rave, sia in senso di socialità che, magari, politico?
Rishi: Ci rivolgiamo alle persone chiedendo una partecipazione fortemente attiva, dato che essere in un ecovillaggio vuol dire anzitutto aderire a certe dinamiche, per cui anche solo, banalmente l’atto di non buttare un mozzicone per terra, che può sembrare una cosa stupidissima, per noi è una delle prime regole. Tutto quindi si basa su un rapporto costante col nostro pubblico, che poi pubblico non è, perché più che fornire un servizio noi vorremmo intavolare un discorso completamente orizzontale. Dal rave noi vorremmo allontanarci, dalla bruttura di quello che ormai è un fenomeno di massa: oramai ai rave ci capita chiunque, le informazioni sono sempre disponibili e per questo le crew si sono trasformate in delle mezze star…
Delle piccole aziende, a loro modo.
Rishi: Sì, prese completamente dal business, da quello del paninaro a quello dello spaccino. Poi volevamo evitare anche le paure nei confronti della legalità: il posto non è occupato e certe dinamiche ovviamente cambiano. Comunque vorremmo proseguire lo spirito libertario dei rave.
Michele: Sì, per dire: non ci sarà sorveglianza, la gente potrà banalmente portarsi da bere e da mangiare, non la vincoliamo a delle spese che non siano quelle necessarie a noi per l’organizzazione della festa.
Quanto pensate di essere riusciti a condividere questa mentalità?
Rishi: Come avrai visto, non abbiamo pubblicizzato molto la cosa, anche perché abbiamo un limite di capienza intorno alle quattrocento persone, abbiamo cercato di fare in modo di coinvolgere persone che fossero partecipative ma anche, se vuoi, “sveglie” nel catturare questi nostri input. Abbiamo fatto una serie di serate al CSO Torchiera, abbiamo potuto relazionarci direttamente coi partecipanti di volta in volta e vendere biglietti a mano, ma abbiamo fatto puntato anche sul crowdfunding.
Michele: Sopattutto, abbiamo notato che gli artisti si sono saputi interfacciare con le nostre idee. Verranno praticamente tutti a semplice rimborso spese, abbandonando l’idea di cachet e cose così. Ci deve essere anzitutto la volontà di partecipare.
Rishi: probabilmente anche l’ecovillaggio stesso ha smosso molti animi e creato entusiasmi, addirittura i ragazzi di Ninja Tune e quelli di Sheffield vengono praticamente gratis. Sentire loro dall’Inghilterra che ci dicono “siete dei grandi, aspettavamo solo una chiamata del genere” è stato veramente rincuorante.
Ma quant’era importante, comunque, che ci fosse un tipo specifico di musica? Un certo tipo di musica elettronica è ancora capace di alimentare socialità diverse?
Rishi: Era fondamentale, anche gli impianti sono stati scelti top gamma, Funktion One e Cerwin Vega per assicurare una resa ottimale. Tutto è comunque partito dai contatti di Londra, sapere di potere portare The Squire Of Gothos, Ben Pest e Fedka The Irritant per la prima volta in Italia ci dava le motivazioni giuste per farlo. Poi, venendo tutti noi dall’ambiente rave, avevamo bisogno di spazio, di poterci esprimere, anche perché oramai pure i rave sono cambiati, non c’è più solo la teknaccia a 180, arrivano artisti da ogni dove che fanno musica di ogni tipo, la tecnologia ce lo permette. Per cui abbiamo voluto puntare esattamente su quello: raccogliere i più bravi, quelli che abbiamo conosciuto in anni di feste in giro per l’Europa.
Noisey Mix: Dissidance by Noisey Italia on Mixcloud
TRACKLIST:
01. Fedka The Irritant – Watch Them Get Killed
02. Fedka + Ben Pest – Wet Dawg
03. Logik Haze – Half Indian
04. Ben Pest – Now Panic
05. Il Leprotto – La Belle Epoque
06. Zod DaBlackoma – Ulver Kaos Electrofunk remix
07. Zeemo – Fever for Brass
08. Squire of Gothos – 3D Shadez
09. Manual Destruction – Dust Road
10. Lele – Serenity