I designer di ATO trasformano la luce in materia

ATO è uno studio creativo con sede a Parigi, Miami e Tokyo che fonde design e innovazione attraverso installazioni ed esperienze immersive. Ha curato insieme a Kaliante il light design del prossimo party di i-D, che si terrà mercoledì 20 settembrepresso la Fabbrica del Vapore di Milano, realizzando un’installazione audiovisiva e interattiva ad hoc.

La ricerca artistica di ATO coniuga un elemento primordiale come la luce con le più svariate e recenti tecnologie e si sviluppa in numerosi ambiti come lo stage design, la scenografia, il mapping, il video. Abbiamo fatto qualche domanda a Louis de Castro e Caroline Lefrere, rispettivamente il direttore creativo e la producer di ATO.

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Creators: Qual è l’idea dietro ATO?
Caroline Lefrere: ATO agency è specializzata in stage design, scenografia, installazioni site-specific sia temporanee che permanenti. Abbiamo lo stesso processo filosofico ed artistico sia cquando lavoriamo per un museo sia quando lavoriamo per un brand. Crediamo che la luce possa essere usata come materia per fare arte. Il nostro obiettivo è quello di fondere innovazione e design attraverso potenti concetti artistici ed esperienze immersive.

Il vostro lavoro si sviluppa in diversi ambiti come scenografia, mapping, light design e live performances. Come riuscite a mantenere una ricerca artistica unica?
Louis de Castro: Artisti del ventesimo secolo come Francois Morellet, Carlos Cruz Diez, James Turrel o Julio Leparc sono stati dei modelli per noi ed una continua fonte di ispirazione per il nostro lavoro. Abbiamo la possibilità di vivere in un’epoca dove le informazioni e la conoscenza sono più fluide di sempre, la loro facilità di accesso deve renderci il più aperti possibile e coscienti di ciò che ci accade intorno sia nel presente che nel passato e nel futuro.
C.L. : Mi piace pensare che tutta la ricerca che facciamo può essere utile nei vari campi di nostra competenza. Lavoriamo sodo ogni giorno per essere ispirati e per essere al passo con la tecnologia. Sebbene il nostro lavoro sfrutti tecniche e materiali all’avanguardia, consideriamo ogni nuovo progetto come un processo creativo più che come una sfida tecnologica.

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La luce è il vostro medium, cosa continua a sorprendervi di essa?
L.C. : Crediamo che luce e spazio possano essere usati come materia e vuoto per costruire qualcosa, raccontare una storia o scatenare un’emozione. La tecnologia è fantastica, ogni giorno siamo stupiti da nuove tecniche e nuovi materiali che fanno della scenografia e del light design due tra i più eccitanti ambiti nell’arte di oggi.
C.L. : Sono stata sempre affascinata dalla luce e dall’effetto della luce sulla gente; è un elemento primordiale della vita terrestre. La relazione che ognuno di noi ha con la luce è un istinto primario. Perciò è un gioco infinito di rimandi e prospettive confrontare questo elemento primario con la tecnologia che oggi abbiamo a disposizione.

Come vi approcciate all’immersività?
L.C. : Credo che dipenda da cosa si intende per “immersivo”. L’immersività è oggi considerata come qualcosa di “fisico”. A noi piace considerare l’immersività nel suo significato astratto. Concepiamo le nostre opere come una porta che ti fa entrare dentro un universo.
C.L. : Ci piace usare l’immersività nel senso dato dall’artista Richard Serra che costruiva enormi installazioni di metallo che possono essere considerate ad un primo sguardo molto anestetiche: per noi l’immersività è il modo in cui il lavoro vive attraverso gli occhi e le emozioni di chi lo guarda.

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Qual è la relazione che si instaura tra design, new media e pubblico?
L.C. : Bella domanda! Prima dell’invenzione della camera qual era la cosa più vicina alla fotografia? La risposta potrebbe essere disegni, incisioni e quadri. Probabilmente la risposta più convincente è: la memoria. Possiamo chiederci quale sarebbe il contenuto della memoria se diventasse impossibile differenziare eventi, situazioni simulate e vita reale. L’impossibilità di differenziare realtà e virtualità distruggerà le nostre vite e con esse la nostra memoria. Forse un giorno realtà vera e realtà virtuale diventeranno una cosa sola.

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Per vedere altri lavori di ATO visita il sito. Per seguirli su Instagram, invece, clicca qui.

La festa di i-D è organizzata in partnership con Abarth, KENZO WORLD e Absolut. L’ingresso è solo su invito, quindi per partecipare invia un’email a: festa@vice.com . L’invito verrà confermato via email. Vieni presto perché i posti sono limitati.

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