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Nuovo cospirazionismo: i gatti sono spie mandate dagli alieni?

Il popolo della rete ama il cospirazionismo. E anche i gatti. Prima o poi doveva succedere.
Immagine: Keith Kissel via Wikimedia Commons
Immagine: Keith Kissel via Wikimedia Commons

Attenzione, gattari. È spuntata una nuova teoria in Internet, che freme per essere smontata. Non è la teoria secondo cui i parassiti nella cacca dei gatti ci stanno trasformando in gattare senza speranza, per quando anche questa sia degna di attenzione. No, parliamo di qualcosa di molto peggio.

Sembrerebbe che i gatti domestici siano sentinelle aliene—mandate qui per spiarci e fare rapporto su di noi alla nave madre. O, come la mettono altri teorici, sarebbero tipo telecamere aliene che registrano ogni nostra mossa.

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Ecco, diciamo. A noi esseri umani le cospirazioni piacciono da matti, e questa forse è solo una delle tante. Come rivela un sondaggio pubblicato qualche giorno fa, il 51 percento degli americani crede che l'assassinio di JFK sia stato frutto di una cospirazione; il 15 percento crede che "il governo o i media farciscano il segnale TV con tecnologia per il controllo della mente"; e il quattro percento crede che dei mutaforma rettiliani tirino le fila del governo.

È impossibile sapere quanto sia pervasiva la teoria per cui i gatti sono spie aliene senza un adeguato apparato per sondaggi (se ne avete uno, per piacere fatevi sentire). Probabilmente poco. Eppure, il quattro percento è un valore ben più alto di quello che ci si sarebbe aspettati dalla teoria sugli uomini-lucertola, e, stando a quanto rivela sempre lo stesso sondaggio, circa il 29 percento degli americani crede nell'esistenza degli alieni e il 14 percento crede a Bigfoot, quindi chi può dirlo?

Come per molte teorie cospirazioniste, quella per cui i gatti sono spie aliene è sorprendentemente ben argomentata—e basata su un paio di elementi di verità e genuina ambiguità. Quanto, precisamente? Motherboard ha deciso di dare un'occhiata ad alcune delle premesse fondamentali, passo per passo. Un utente che si fa chiamare "RedSpider" riassume l'opinione prevalente in una comoda lista sulla message board inglese Digital Kaos. Mi sono appropriato della sua lista qui (leggermente modificata per stile e chiarezza), con i passaggi originali in grassetto.

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Esaminate le prove e decidete voi stessi:

  • Non ci sono reperti prima degli Egizi che facciano riferimento all'esistenza dei gatti. E in antico Egitto, erano adorati in quanto dono degli dei.

Come per molte di queste premesse, i dati sono per lo più veri, ma anche in qualche modo discutibili. Per scoprire di più su questi documenti fossili, ho mandato una mail a Ryan Haupt, un paleontologo dell'Università del Wyoming che, come ha detto in un'altra intervista, "studia la vita dei mammiferi moderni per comprendere meglio cosa facessero i loro antenati estinti." Ha detto che l'Egitto é "l'ipotesi migliore" sull'origine delle specie feline domestiche, ma ha aggiunto che "scheletri di gatto sono stati rinvenuti anche su siti più antichi."

Esportare gatti domestici era illegale nell'antico Egitto, riporta Wild Cats of the World, un libro scritto da Mel e Fiona Sunquist, il che spiega forse come mai compaiano tra i reperti di altre civiltà solo migliaia di anni dopo rispetto alle prime testimonianze in Egitto. I casi di altri scheletri felini trovati in altre parti non mostrano "prove chiare del fatto che fossero addomesticati o no," ha detto Haupt, aggiungendo che, comunque, è probabile che non lo fossero.

"Se guardi solo agli scheletri è impossibile stabilire quando i gatti hanno spesso di essere selvatici e hanno iniziato ad essere domestici." ha detto Haupt.

Per quanto riguarda il culto del gatto, il quadro è un po' più complicato di come lo dipinge il teoretico cospirazionista. I gatti erano, é vero, riveriti dagli antichi Egizi, scrive Sunquists. I gatti erano amati come animali da compagnia. Erano pianti come membri della famiglia quando morivano; erano imbalsamati e bruciati con fasto proporzionato allo status del proprietario; i cimiteri per gatti erano posizionati lungo le sponde del Nilo; la pena per chi uccideva un gatto era la morte. Ma i gatti non erano semplicemente visti come dono degli dei. Alcuni dei egizi erano gatti, come Bastet, la dea della gioia e dell'amore. Un antico papiro egizio dipinge Ra, il dio del sole, come un gatto maculato armato di coltello.

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Ho provato a contattare via Twitter e via mail Giorgio Tsoukalos, lo studioso di Ancient Aliens più amato dal pubblico, nonché fondatore di Legendary Times Books, per avere la sua opinione, ma non ha risposto.

2. La scienza non si raccapezza sulle fusa dei gatti, e non riesce a determinare come questo suono sia prodotto. (Feedback, no?)

Non sono certo di cosa "Feedback, no?" significhi, a meno che non intenda che le fusa dei gatti sono una sorta di feedback di trasmissione, tipo un cellulare quando è messo troppo vicino ad un amplificatore. Ma l'affermazione generale è, ancora una volta, in parte vera.

In questo caso, ho cominciato facendo un po' di ricerca in rete. Il fatto che la scienza non sappia perché i gatti facciano le fusa è una cosa data spesso per scontata in internet, ma che rappresenta in realtà solo parte della storia. È vero che i gatti non hanno alcun organo speciale adibito alle fusa. Ma la scienza almeno un paio di cose le sa. Come scrivono su questo articolo di WebMD:

Un scillatore neurale ritmico e ripetitivo [nel cervello] invia messaggi ai muscoli della laringe, portandole a contrarsi ad un ritmo che va dalle 25 alle 150 vibrazioni al secondo (Hz). La cosa causa un improvvisa separazione delle corte vocali, sia durante l'aspirazione che l'espirazione—il famoso vibrato felino."Musica lirica per gatti," è come la chiama la comportamentista animale Karen L. OVerall, VMD, Phd. Ma le fusa sono in genere talmente profonde che tendiamo a percepirle fisicamente tanto quanto uditivamente.

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Mi sono messo in contatto con il Dr. Ken Simpson, del Monon Animal Hospital, il mio veterinario a Indianapolis, per chiedergli quali fossero le ultime dichiarazione della scienza a questo proposito (Per dovere di cronaca, è anche mio zio). Ha detto che "la fisiologia rimane enigmatica," ma ha aggiunto che i veterinari hanno imparato altri affascinanti dettagli delle fusa, negli ultimi anni.

"Per quanto mi riguarda, le fusa sono un metodo di comunicazione che potrebbe essere messo in atto nel momento in cui le pieghe della laringe sono dilatate dal sangue dovuto ad un'eccitazione da stimolazione," mi ha scritto. "Quando l'aria scorre attraverso le pieghe, si crea una vibrazione, che genera il suono che sentiamo. Ho anche sentito che il movimento del diaframma contro tessuto polmonare troppo gonfio contribuisce al suono delle fusa. Nella mia esperienza personale, i gatti che soffrono di asma e di iperinflazione polmonare producono fusa più rumorose."

Ci sono anche prove del fatto che è un comportamento acquisito, ha aggiunto. Ha descritto il caso di un gatto sordo, che non ha mai fatto le fusa, per esempio. Un altro gatto suo paziente aveva avuto la meningite da cucciolo, che gli aveva causato problemi di apprendimento; neanche questo gatto ha mai fatto le fusa. Casi come questi sembrano confermare l'ipotesi che le fusa dei gatti hanno origine nel cervello, e Simpson ha detto di non vedere "motivi per dubitare" della teoria delle "onde cerebrali."

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Eppure, c'è un punto in cui la conoscenza si arresta: cos'è, esattamente, l'onda cerebrale? Perché, esattamente, esiste un'onda cerebrale? E perché, in termini di comportamento, i gatti fanno le fusa? Queste domande rimangono un mistero. Bio-tecnologia aliena? Segnali di trasmissione? È difficile da credere, considerando che anche alcuni gatti selvatici, come i ghepardi, fanno le fusa.

3. Se tirate le orecchie di un gatto indietro e provate a descrivere quello che vedete, le vostre parole coincideranno perfettamente con la classica immagine dell' "alieno grigio," con gli occhi a mandorla, la bocca piccola e il naso minuto.

Questa è certamente vera. Vai con la prossima.

Da sinistra, immagini via Flickr e Wikimedia Commons

4. Un gatto vede meglio di noi in modo esponenziale. Il che fa pensare che sia evolutivamente più avanzato di noi. Come?

La versione che ho dedotto da altri frammenti sparsi per internet della teoria per cui i gatti sono spie aliene, dice che i gatti ci osservano con quei loro grandi occhi perché sono, in realtà, videocamere aliene, che registrano quello che facciamo e lo inviano agli alieni grigi che li hanno mandati qui. Non trovo dati che facciano riferimento a qualcosa che non sia un sistema neuronale standard nel cervello dei gatti, ma non si può mai dire. Se noi umani siamo di recente riusciti a costruire un computer fatto di cellule viventi, chi può sapere quale tecnologia aliena si nasconda davvero nel cervello di un felino?

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Lasciando da parte questa cosa, l'idea che la vista di un gatto sia di gran lunga migliore e che quindi sia prova di un'evoluzione irrazionalmente avanzata, è, ovviamente, una stupidaggine.

Gli occhi dei gatti hanno più "bastoncelli" che "coni"—i primi sono responsabili delle immagini in bianco e nero, cosa che li rende cruciali per la visione notturna; i secondi aggiungono il colore e ci aiutano a distinguere i dettagli. I gatti, ecco spiegato, hanno una migliore visione notturna, ma che "vedano meglio" dipende molto da cosa ognuno considera una buona vista. A me piace vedere a colori, e se mi deste all'improvviso gli occhi di un gatto, non definirei la mia vista "migliore" proprio per niente.

Gli occhi di un gatto hanno un secondo vantaggio che riguarda la visione notturna. Come spiega questo articolo del New York Times:

I gatti hanno pupille ellittiche, che si aprono e si chiudono più in fretta e possono diventare più larghe delle nostre pupille rotonde. In aggiunta, i gatti e altri animali notturni hanno una membrana a specchio, detta tapetum, posta dietro la retina, che riflette la luce che passa attraverso i bastoncelli verso la direzione opposta. Questa "doppia esposizione" permette ai gatti di vedere bene anche al buio.

Ma facciamo che, per ipotesi, stabiliamo che la vista di un gatto è davvero "migliore" perché può vedere meglio in un certo senso. La cosa significherebbe che, sì, i suoi occhi (ma non l'animale intero) sono "evolutivamente più avanzati." Ma i cani hanno un olfatto migliore del nostro. Così come le api e i topi, a dirla tutta. I ghepardi corrono più velocemente, gli uccelli volano meglio, e gli elefanti spaccano più il culo in generale. Alieni anche loro? Dubito. Se c'è una specie che presenta una vera anomalia, siamo noi, con i nostri cervelli enormi, tre volte più grandi in proporzione a quello che la natura concede in genere agli animali. Mi piacerebbe che fosse messo agli atti che se qualcuno ha parenti alieni, quel qualcuno siamo probabilmente noi.

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Un gatto-spia che riceve istruzioni, forse. Immagine: renedepaula via photopin

5. Avete mai visto un gatto svegliarsi di colpo da un sonno profondo e correre fuori dalla stanza in un nanosecondo? Una comunicazione in arrivo dalla nave madre, e devono essere soli.

È capitato a tutti di assistere a questa cosa e non so cosa rispondere. Prova di una collaborazione aliena? Facciamo che questa la mettiamo nella colonna dei "forse."

6. Qualsiasi cosa esca dal corpo di un gatto è del tutto innaturale. (Non di questo mondo.)

Anche questa é senza senso. Le palle di pelo fanno schifo ma sono la cosa più naturale del mondo, considerato che i gatti sono pelosi e che passano tutto il giorno a leccarsi. Per quanto riguarda feci e urine, non trovo particolari differenze da quelle di qualsiasi altro mammifero, fatta eccezione per il fatto che hanno un odore più pungente.

7. I gatti sopravvivono a situazioni in cui qualsiasi altra bestia terrestre morirebbe di certo. Come fa un gatto a cadere di schiena dal quarto piano di un edificio, e atterrare sulle quattro zampe? (Proprietà anti-gravitazionali.)

Questo in parte è vero. I gatti sono cacciatori incredibili, e sopravvivrebbero probabilmente più a lungo della razza umana fuori nella natura selvaggia, se noi e loro finissimo improvvisamente su un'isola deserta e sconosciuta o in un mondo post-apocalittico. Ma sarebbe la stessa cosa anche con altri animali. Nonostante il fatto che cadano in piedi, è difficile pensare che i gatti se la caverebbero meglio in qualsiasi situazione rispetto ad altre "bestie terrestri."

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Ma il loro saper cadere in piedi non è cosa da niente. È follia. Quelli del canale YouTube Smarter Every Day offrono fantastiche riprese in slow-motion di un gatto fatto cadere apposta. Come spiega il presentatore, il problema del gatto che si rigira su se stesso è un mistero da tempo immemore. Oggi i fisici sanno molte più cose a riguardo, e il comportamento fisico studiato sui gatti che ribaltano è stata d'aiuto agli scienziati per capire come far funzionare i telescopi spaziali.

Come puntualizza il presentatore della serie Destin Sandlin, un ingegnere meccanico ed esperto di razzi, ad un primo sguardo il gatto sembra violare la legge fisica della conservazione del momento angolare. "Ho studiato i corpi in caduta libera—il mio corpo, per la precisione—in diversi ambienti, e una volta che prendevo una certa rotazione angolare in una direzione, non potevo fermarla," dice.

Ma quando la caduta del gatto è rallentata, diventa chiaro che il gatto non viola la legge. È solo davvero agile. In termini fisici è complicato, ma ha a che fare con il modo in cui il gatto innarca la schiena e allunga e ritrae le zampe, fattori che fanno ruotare il suo corpo su due assi di rotazione distinti.

Quindi anche se la teoria delle proprietà anti-gravitazionali è affascinante, non ha, come dire, peso scientifico.

8. Se muori, i tuoi gatti ti mangiano. Non è propriamente un collegamento tra gatti e alieni, ma è comunque una cosa agghiacciante.

Vero, senza dubbio. Nel 2010, ad esempio, è stata trovata una dozzina di gatti intenti a divorare il cadavere di un uomo nel nord-ovest della Pennsylvania, che è stato trovato morto con sua madre.

Ma come fa notare Chris Gayomali su The Week, i gatti non sono l'unico animale domestico a mangiare il suo padrone quando questo muore. Alcuni animali domestici uccidono i proprietari e poi li divorano. L'articolo di Gayomali comprende esempi di maiali domestici, pitoni, un ippopotamo domestico, lucertole e altri ancora, tra cui un paio di carlini del Nebraska che si sono nutriti con il corpo del loro proprietario per due settimane dopo che questo si era ucciso.

È forse il momento di dire, per dovere giornalistico, che io sono uno da cani. Mi piacerebbe credere che il gatto è l'unico animale da compagnia che mangia il proprio padrone, se fosse vero. Ma non lo è. Brian Palmer scrive in questo articolo su Slate che la storia è zeppa di esempi di cani che mangiano esseri umani morti, anche i cadaveri dei loro stessi proprietari. (A quanto pare, scrive Palmer, c'è anche una teoria diffusa tra alcuni studiosi che il corpo di Gesù sarebbe stato mangiato dai cani e che "i suoi accoliti abbiano inventato la storia della sepoltura riverenziale come una sorta di meccanismo di difesa.")

I nostri amici cospirazionisti hanno ragione nel dire che la cosa è inquietante, indubbiamente. Ma difficilmente è prova del fatto che i gatti siano droni alieni.