Presa confidenza con il costante scagazzare di conigli e caprette, lavorare come prestigiatore non sembrerebbe essere così orribile. Orari flessibili, mantelle violette capaci di regalarti quella fascinosa aura di mistero e una spiccata capacità magica di introdurre il proprio pene nella vagina di assistenti-ex modelle (non per essere sessisti, ma quand’è stata l’ultima volta che avete visto un prestigiatore donna?) Ma come la maggior parte delle cose, non è tutto oro quel che luccica. Un prestigiatore è costretto a sottoscrivere miriadi di polizze assicurative per proteggersi da pubblico, parcelle mediche e noiose cause legali.
Il prestigiatore e intrattenitore australiano Terence Brabazon conosce bene i pericoli del mondo reale: mentire alla gente, bacchetta alla mano, non è cosa facile. Terence ci svelerà i segreti per liberarsi di avvocati e medici mangia soldi.
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LE RESPONSABILITÀ NEI CONFRONTI DEL PUBBLICO
Durante uno spettacolo di magia, sono responsabile di tutti i presenti. Per questo motivo, la copertura assicurativa che mi tutela da eventuali incidenti è veramente particolare. Ad esempio, durante un gioco di carte, la mia assicurazione mi copre in caso una carta colpisca accidentalmente l’occhio di qualcuno, anche se non mi è mai giunta voce di un episodio del genere. So di un tizio che è stato costretto a sborsare 1 milione e mezzo di dollari dopo che ad una donna del pubblico, tagliatasi con una carta durante un numero di magia, è stato diagnosticato il tetano. Durante il processo, il prestigiatore ha provato a giustificarsi in questi termini: “a casa deve aver introdotto della ruggine nella ferita”. Al che,il giudice, gli ha risposto: “Tu bari e menti per vivere. Perché mai dovrei crederti?”
CORPI ESTRANEI
Anche per quanto riguarda eventuali contrattempi durante l’inserimento di corpi estranei attraverso il naso, magari affilati, magari con un martello, sono coperto. Ma per ottenere questa particolare polizza, ho dovuto contrattare a lungo. Nonostante tre mesi buoni per evitare un premio assicurativo stratosferico, questa particolare polizza mi è tornata molto utile tempo dopo, quando ho fatto casino con un numero. Ora, se voglio infilarmi qualcosa su per il naso, come un chiodo o un pezzo di ghiaccio, questo oggetto non deve superare i 12 cm di lunghezza. Prima del numero faccio un piccolo segno al dodicesimo centimetro dell’oggetto designato, in modo da evitare che si avvicini troppo al cervello, uccidendomi.
MANGIARE COSE IMMANGIABILI
Non posso permettermi numeri che incasinino il mio sistema circolatorio. Se ho voglia di mangiare del vetro, questo dev’essere assolutamente trasparente. Non può essere né colorato né smerigliato. A questa clausola, non posso trasgredire. Gli agenti chimici utilizzati dalle industrie del vetro per colorare i propri prodotti, potrebbero infatti danneggiare irrimediabilmente il mio flusso sanguigno. Stessa cosa per quanto riguarda l’uso di coltelli: l’acciaio deve essere puro e non trattato, quello inossidabile è off-limit. Ci sono un sacco di strane restrizioni riguardo al tipo di cose che posso ingoiare.
FAR SCOMPARIRE GLI OGGETTI
Non mi esibisco in nessun numero in grado di danneggiare o perdere oggetti appartenenti a qualcuno del pubblico. Troppi imprevisti. Durante un esibizione in barca, so di un prestigiatore che ha tentato di far scomparire un anello di fidanzamento. Il trucco non ha funzionato e questo povero disgraziato si è trovato bloccato in mezzo al porto di Sydney a dire, “oh merda! è finito fuori bordo.” Era un anello da 18.000 dollari. Il poveretto non ha potuto far altro che lasciare il proprio biglietto da visita dicendo agli interessati di contattare il suo l’assicuratore. Se dopo questo incidente non è stato sbattuto fuori dalla lista clienti della compagnia assicurativa, sono abbastanza sicuro che i costi della polizza siano quantomeno saliti alle stelle.
MANGIAFUOCO
La mia assicurazione si occupa abitualmente di prestigiatori e clown. Ma come tutte le compagnie assicurative, è sempre pronta a fotterti. Prendiamo ad esempio il numero del fuoco. A nessun “barbuto” è consentito assicurarsi per questo specifico numero. Nel mio caso, la polizza mi è vietata a causa di una condizione medica chiamata “polmone di fuoco”, una patologia propria di noi mangiatori di fuoco. Durante questo numero, il prestigiatore si riempie la bocca di cherosene. Quando lo inala, alcune particelle di gas risultano troppo pesanti per essere espulse, finendo per accumularsi e creando un rivestimento polmonare altamente infiammabile. Al momento ho due millimetri di quella schifezza dentro al petto. Quel che dico sempre alla gente è: “Avete mai visto un mangiatore di fuoco settantenne?” No, e un motivo c’è.
BORSEGGIARE
Un altro numero a cui ho dato il benservito è quello del borseggiatore. Più d’uno spettatore ha cercato di fregarmi, accusandomi di avergli veramente rubato il portafogli. Ci sono anche casi di prestigiatori che hanno fatto scomparire Rolex fasulli per poi sentirsi dire cose del tipo, “il mio era vero.” Questo tipo di cose ti mandano in tribunale—è successo a tre prestigiatori di mia conoscenza. Per provare la sua innocenza uno di questi ha fatto scomparire l’orologio del giudice dal banco degli imputati. Quando il giudice gli ha chiesto di spiegare il trucco, lui ha risposto senza problemi: “è molto semplice. Ho fatto scomparire l’orologio e guardate—è qui! È il suo? Non ho altri orologi. È veramente molto semplice.” Il giudice fece cadere le accuse multando chi aveva intentato causa.
IPNOSI
Tra le tante, sono anche in possesso di un’assicurazione per l’ipnosi. Se un volontario ha una reazione spropositata che potrebbe causare instabilità mentali, sono assicurato. È una scenetta molto comune: io dico ad un volontario di regredire fino all’età di sei anni. In un’occasione mi sono dimenticato di stabilire prima del numero una parola di sicurezza, qualcosa tipo “Vai in un posto felice”. Come risultato, la ragazza posta sotto ipnosi, ha rivelato senza saperlo un passato di abusi sessuali, sul palco, di fronte ad un branco di perfetti sconosciuti. L’intero cazzo di pubblico è rimasto sotto shock. Come se non bastasse, la sua famiglia era seduta proprio di fronte a lei e, a dirla tutta, credo che la persona colpevole degli abusi fosse seduta proprio lì. Sotto ipnosi, la ragazza non faceva altro che ripetere il nome del padre. Io ero tipo “Oh cazzo! Sarà meglio che quello non sia suo padre!” L’ho ripresa in fretta e le ho ordinato di dimenticare tutto quel che era emerso. Poi le ho dato il numero di un buon ipnoterapista.
DI NEDA VANOVAC
ILLUSTRAZIONI DI BOBBY N.
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