“Cosa ci vuole a fare una buona Cacio e Pepe?”. Forse ve lo siete chiesti anche voi alle due di notte, con un po’ di persone a casa, intente a improvvisare una spaghettata notturna, e forse il risultato, benché annebbiato da qualche bicchiere di vino e l’ora tarda, non vi è sembrato poi così male. Ma quella Cacio e Pepe, sinonimo di piatto facile, veloce e soddisfacente, nasconde molte insidie.
In questo nuovo episodio di Munchies School – la nostra “scuola” virtuale, dove cerchiamo di imparare a fare alcune delle ricette base, italiane e non solo – parliamo proprio di Cacio e Pepe. In nostro aiuto arriva Matteo Fronduti, lo chef di Manna a Milano, che ci spiega come un piatto di pasta così facile possa diventare ancora più buono.
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Come fare una buona cacio e pepe
Ecco i piccoli accorgimenti per una buona cacio e pepe secondo lo chef Fronduti:
- Salare la pasta: non si deve pensare che il pecorino romano – ingrediente fondamentale del piatto – ci esoneri dal salare la pasta. La pasta deve avere una sua sapidità.
- Si può “tagliare” il Pecorino Romano con il Parmigiano o il Grana: se si ha paura della sapidità del piatto meglio creare una salsa meno carica.
- Usare il pepe nero in grani: il pepe nero già macinato equivale secondo lo chef Fronduti alla “sabbietta del gatto” quindi vale la pena tostare il pepe in grani, farlo raffreddare, e poi macinare fresco. Questo darà un altro sapore al piatto.
Per tutto il resto del procedimento vi rimandiamo al video.
Potete guardarlo su Facebook o su Instagram.
Guardate anche gli altri episodi: magari vi interessano come si fa un ragù veloce o un riso allo zafferano senza brodo?
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