La convergenza degli ascolti della redazione di Noisey Italia è una specie di onda sinusoidale, ci allontaniamo progressivamente e riavviciniamo una volta arrivati alla massima distanza. Ciononostante riusciamo comunque a starci tutti simpatici gli uni con gli altri. Come facciamo? Be’ ci piace la musica BELLA, il che fa di noi delle BELLE persone. No?
FRANCESCO BIRSA ALESSANDRI
La settimana l’ho iniziata pigro e sciatto, senza voglia di andarmi a cercare cose nuove. Mi bastava godermi la scimmia per certi dischi che mi sto ciucciando da qualche mese, tipo quello di Von Tesla, l’ultimo di James Place o la sorpresona armena di Nicolas Jaar. So già che saranno tra gli ascolti di questo 2015 che rimarranno. Poi però sono arrivate tre mine, una dietro l’altra. La prima è stata Black Zone Myth Chant, che altri non è che High Wolf in delirio afrofuturista e che ha fatto un discone intitolato Mane Thecel Phares, che somiglia a tratti a Ras G, a tratti a Hieroglyphic Being, a tratti a (sul serio) Burial Hex. Poi c’è lo slendido Sintetizzatrice di Anna Caragnano e Donato Dozzy: che dire… è un disco di sound poetry emotiva e post-pop, che discende sicuramente da un albero genealogico molto chiaro, ma che alla fine conta solo sulla sua energia estetica. È BELLO, cavolo. La terza mina viene dal passato ma è un disco presente: PAN ha ristampato un mixtape di Spectre intitolato Ruff Kutz ed ecco, io vado pazzo per questa roba anni Novanta in bilico tra illbient e hip-hop vero e proprio. Sa di ketamina, fumetti underground pieni di perversioni e di terrorismo lo-tek in futuri cyberpunk. Non mi sarei mai aspettato che potesse tornare a galla, ma ultimamente mi pare nell’aria: ebbene, non vedo l’ora, specialmente se ci dovessero essere nuovi producer che si ispirano a quella roba lì. Da quello sono tornato a vecchi miei amori del genere tipo Zonal (cioè l’ennesimo side project dei Techno Animal). Nel frattempo Holly Herndon aveva fatto una nuova traccia e io rosicavo perché era solo una traccia e l’album esce a maggio. Ho compensato il dolore ascoltando un botto di Vladimir Ussachevsky e Apollo di Brian Eno, ispirato da questo articolo. La stranezza della settimana sono i Crime: in anni di studi punk e post-punk non li avevo mai ascoltati prima di ieri, quando, qualche motivo, mi è venuta voglia di mettere su San Francisco Is STILL Doomed. Sì, sono uno scemo. Invece Demented mi ha fatto ripescare Clandestine Anticipation dei Krisma. Cazzo che disco!
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L’ultima cosa importante da dire è che il live di Lory D a Boiler Room mi ha fatto un po’ scendere le palle, ma più che altro perché gli scozzesi facevano i coretti da stadio. Allora per non intristirmi del tutto ho riascoltato Sounds Never Seen. È stata una serata ok.
MATTIA COSTIOLI
La cosa più bella che ho scoperto questa settimana è Jessica Lange che canta Lana Del Rey al Freak Show in American Horror Story. C’è tutto quello che manca nelle canzoni di Lana: una persona vera a cantarle. La cosa più sorprendente è il primo brano dei Klune, con cui proseguo la mia opera di indottrinamento (giuro che non mi pagano), lo trovate qui.
La cosa più brutta che ho ascoltato questa settimana è la canzone di Tom Delonge, che ha dimostrato come la musica possa fare del male fisico .
La cosa più sexy proviene invece dalle mani di quella vocina che è Autre Ne Veut: ha fatto un bellissimo remix ai GABI, una band così sconosciuta di Brooklyn che hanno fatto metaforicamente il giro e ora sono famosissimi: conosceteli.
La cosa più cool che ho ascoltato si chiama iSHi e ha collaborato con Pusha T per tirare fuori dal cilindro un pezzo che per il primo minuto fa venire voglia di reincarnarti nelle lamiere di una Honda Civic elaborato sul litorale di Rimini, mentre nell’ultimo ti ricorda che la vita è la solita merdaccia secca ¯\_(ツ)_/¯.
La cosa più esclusiva che ho ascoltato è il disco di Frank Siciliano e mentre scrivo queste parole sancisco definitivamente il mio ritardo al nostro appuntamento per l’intervista. Un paio di tracce sono già disponibili online e il disco nel suo complesso è molto soddisfacente. La canzone più bella di L.U.N.A. uscirà martedì prossimo e la potrete ascoltare solo qui, però non aspettatevi un disco d’avanguardia.
Sempre da casa Unlimited (loro sì, mi pagano) questa settimana vi abbiamo offerto un nuovo singolo estratto da Sto Bene All’Inferno, che uscirà in primavera, la stagione dello Zirtec e della goccia al naso. L’inferno siete voi, fiori di merda.
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SONIA GARCIA
Settimana tremenda, ho ascoltato poco e niente di davvero interessante, perché, a parte i live di Kerridge/Regis e Pete Swanson + Giovanni Allevi al Politecnico, sono stati sette giorni di nulla. Solo forse che ho sventrato l’ultimo di Dasha Rush a weekend finito, stravolta, chiudendomi nelle tracce più adorabilmente schizofreniche e ignorando quelle più stucchevoli.
Grazie a Facebook ho scoperto che questo sabato ad Arezzo suonano i newyorchesi Timber Rattle, che non conoscevo e che mi hanno stupito molto. Praticamente è come ascoltare Matt Elliott appesantito da una dimensione ancora più sepolcrale e scarnificata di tutto il suono in eccesso. Per la prima volta in cinque anni sono seriamente interessata a un evento che accade nei miei luoghi e non a Milano.
Mentre andavo in uni mi sono ritrovata ad ascoltare “Io, Gel e la stronza” solo per sentirlo dire “Butto giù un altro quarto di rum secco, col mio mood da carenze di affetto ”, che comunque è sempre molto rinvigorente. Dopo essermela martellata tre o quattro volte sono passata agli Uomini di Mare con Sindrome di Fine Millennio, soffermandomi come sempre sulla burinità di Fibra all’“uno due sorpresa, non mi è ancora scesa”. Che bello cazzo.
Dopo che Virgi mi ha chiesto l’altro giorno quale fosse il mio album preferito di Siouxsie, me lo sono giustamente ridivorato. Parlo chiaramente di Juju. Una roba che invece mi ha fatto tanto schifo è stata la nuova traccia dei Tame Impala, non che riponessi chissà quale fiducia in un gruppetto che tutto sommato mi nausea a primo impatto, ma insomma. Non è rispettoso far così tanto cacare, nella vita. Un po’ come la versione rifatta dai Pretty Things di “Ward 81” dei Fuzztones, su cui riponevo un sacco di aspettative dopo che Protrudi l’aveva condivisa ieri sera, e invece no, una merda. Meno male che esistono le versioni originali.
VIRGINIA W. RICCI
Questa settimana mi sono fatta un giro nei mari del Sud (ma pure altrove) con Walter Marchetti, uno dei compositori più consoni a fermare ogni cosa intorno a te. Questa è una sonata per pianoforte (Marchetti per intenderci è un genio che ha composto anche un concerto per pianoforte con sola mano sinistra in cui intimava “È d’obbligo per il pianista tenere con la mano sinistra un ombrello nero aperto sulla sua testa durante tutta l’esecuzione di questo concerto.” – massimo rispetto).
Ma i miei ascolti di compositori italiani non finiscono qui: ho ripreso Miseri Lares di Valerio Tricoli e ho comprato il magistrale lavoro di Donato Dozzy con Anna Caragnano . Già che stavo su Spectrum Spools, mi sono ribeccata Hive Mind (blipblip887: “I fell asleep in a field near an oil refinery and this is what I heard”) e Sensate Focus. Saltando di palo in frasca ho ascoltato TUTTO degli Skull Defekts, in particolare l’ultimo album, uscito per la Diagonal di Powell è incredibile.
E qui veniamo ai giri che ho fatto in Diagonal di cui mi sono ascoltata praticamente tutte le ultime uscite, Consumer Electronics e NHK YX Koyxen che se lo pronuncio o lo scrivo sbagliato Birsa mi impala. Hallucinogenic Doom Steppy è una vera mina. Di album italiani (che però non sono ancora usciti, ma sono belli bellli) ho ascoltato il nuovo di Stearica e il nuovo di IOSONOUNCANE, che si preannunciano due mine.
Ho anche ascoltato molto i Tempelhof, soprattutto in combo con il mio idolo Gigi Masin . Il mixone che ho prediletto è quello di Sherwood e Pinch, che sono i suoni esatti che vorrei sentirmi quando volo.
Ultima roba: sabato scorso c’è stato il concerto di FKA, di cui curavamo l’after con Club to Club. Voglio dichiarare al mondo il mio amore totale per Dave Saved che ha fatto un set della madonna.
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