Marchiati a vita

Proprio come i tatuaggi, queste storie sono divertenti perché sono successe ad altri. Buona lettura!

Illustrazioni di Sam Taylor.

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CUORI DI SERPENTE

Un paio di anni fa ero in vacanza ad Hanoi con un gruppo di amici e ci hanno parlato di un villaggio in cui era possibile uccidere e mangiare dei serpenti. Pur trovando la pratica piuttosto disgustosa, abbiamo pensato di andare a dare un’occhiata. Una volta arrivati abbiamo scoperto che al bar proponevano una sfida che consisteva nel bere cinque shot di vodka con dentro un cuore di serpente ciascuno. Ho scommesso con il mio amico che non ci sarebbe riuscito, e chi ne fosse uscito perdente avrebbe dovuto farsi un tatuaggio disegnato dal vincitore.

Indovinate un po’, ci è riuscito. In un modo o nell’altro. Uno dei cuori sembrava ancora battere, e il solo pensiero mi dà i brividi. Comunque, visto che lui aveva vinto, dovevo farmi un tatuaggio. Il suo disegno avrebbe dovuto rappresentare un serpente e occupava tutta la metà superiore del mio braccio, ma in realtà sembrava tutt’altro. Aveva l’aspetto di un fazzoletto sporco e stropicciato con degli occhi e una lunga lingua guizzante. 

Non volevo rimangiarmi la parola data, quindi siamo andati in uno studio di tatuaggi e abbiamo convinto il tipo che ci lavorava a trasferire il disegno direttamente sul mio braccio, senza modificarlo. Mi sono seduto, ho chiuso gli occhi e ignorato il lavoro. Il risultato è stato un indistinto casino di inchiostro sbavato—una cosa che non ho ancora coperto perché è letteralmente impossibile farci qualcosa senza peggiorarlo ulteriormente. Siamo tornati allo studio il giorno dopo per vedere se potevamo procurarci della soluzione salina o dell’antisettico, o qualunque cosa si dovrebbe mettere sui tatuaggi appena fatti.

Il tipo che aveva realizzato il mio tatuaggio era impegnato a spazzare fuori dal negozio, cosa che non mi è sembrata particolarmente strana, ma appena gli ho mostrato l’opera, il suo capo è saltato dalla sedia e ha preso a urlargli contro. È venuto fuori che era soltanto un assistente che non aveva mai tatuato nessuno in vita sua. Quindi ora ho su di me quello che potenzialmente è il tatuaggio disegnato peggio nella storia dell’inchiostro e degli aghi, fatto da una persona che non aveva mai usato una macchina per tatuaggi prima di allora. Morale della storia: non bevete cuori di serpente.

FAI-DA-TE

Una sera ero a una festa e il mio amico ha tirato fuori una macchinetta per tatuaggi che aveva appena comprato. Rileggendola, questa frase potrebbe essere l’epitome del cattivo presagio. Comunque, abbiamo bevuto un sacco e preso un po’ di keta, finendo a pensare che sarebbe stato divertente farci dei disegni a vicenda con la macchinetta, come se fosse una biro o un pennello. Ovviamente nessuno di noi aveva idea di cosa stessiamo facendo.

Mi sono svegliato la mattina dopo con “figa” su un ginocchio e “cazzo” sull’altro ed ero, a essere sincero, un po’ sollevato. Sarebbe potuta andare peggio, giusto? Sfortunatamente subito dopo ho sentito un intenso bruciore sulla pancia e ho sollevato con riluttanza la maglietta fino a rivelare un teschio scarabocchiato esattamente nel bel mezzo del torace. Il mio corpo era praticamente rovinato. Quattro ore dopo ho scoperto anche un crocifisso rovesciato sulla parte bassa della schiena. Da allora non tolgo più la maglietta in pubblico.

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CERCA E TROVA

Uno dei miei primi tatuaggi è stato “Cherchez Le” sull’avambraccio, dalla mia canzone preferita di Ghostface. Non era una cosa passeggera, da adolescente—crescendo sono diventato un vero giornalista musicale che viene pagato per quello che scrive e tutto il resto. Poi, incredibilmente, sono riuscito a intervistare Ghostface. Sono arrivato, ho mormorato qualcosa a proposito di quanto abbia “sempre amato la sua musica” e gli ho mostrato il braccio su cui orgogliosamente sfoggiavo il tatuaggio.

Guardando giù, lui mi ha subito detto che avrebbe dovuto essere “Cherchez La”. Oltre a sentirmi come se l’avessi in qualche modo deluso, ho dovuto passare tutta l’intervista con la giacca per non dover mostrare la scritta. In più ora sono una di quelle persone che avrà per sempre addosso un tatuaggio grammaticalmente scorretto. Mettetemi su internet e lasciate che la gente commenti dicendo che testa di cazzo sono.


THE OLD SHIP

Un pub che frequento, The Old Ship, faceva spesso delle chiusure durante le quali potevi rimanere dentro e bere gratis. Una sera, un tipo che era lì da solo si è avvicinato e ha iniziato a parlare con me e il mio gruppo come se fossimo stati migliori amici da anni. Ci trovavamo abbastanza bene insieme (sarebbe stato difficile non farlo a quel punto), e siamo rimasti lì fin verso le 4 di mattina.

A quel punto, lui ha annunciato che sarebbe uscito per una commissione, promettendoci di tornare prima che potessimo rendercene conto. Circa due ore e mezza più tardi, è arrivato agitando le braccia in nostra direzione. Mentre era fuori, aveva pensato che sarebbe stata una buona idea andare a farsi tatuare un’enorme scritta “The Old Ship: That’s How we Roll” in corsivo lungo tutto l’avambraccio e voleva che andassimo tutti a fare lo stesso.

A quel punto noi eravamo ormai completamente sobri e pronti a tirarci insieme per la giornata di lavoro che si prospettava a un paio d’ore di distanza. L’ultimo ricordo che ho di lui è il suo braccio stretto nella pellicola che brillava nella luce della mattina.
 

SADDAM FATTONE HUSSEIN

Sono stato nell’esercito per quattro anni, ma—sorpresa—non sono andato completamente fuori di testa. Il problema è che dopo averlo lasciato sono diventato un po’ ossessionato dal provare alla gente che ero ancora “tranquillo”, anche se parte del mio lavoro consisteva nello sparare a sconosciuti. L’anno scorso ero in vacanza e ho incontrato un tipo che non smetteva di dire quanto tutti i soldati siano folli e come non capiva perché uno dovrebbe arruolarsi. Per qualche ragione, invece di infuriarmi, sono andato eccessivamente sulla difensiva e ho cercato di dimostrargli che avevo ragione parlano dei Led Zeppelin e dell’hashish marocchino.

Dopo aver condiviso una bottiglia di tequila, la questione si è risolta quando ho annunciato che mi sarei tatuato sul petto un ritratto di Saddam Hussein che fuma un bong. Non ho idea di cosa significhi, ma in qualche modo il tipo e io siamo arrivati alla conclusione che se mi fossi fatto quel tatuaggio, tutti i miei peccati sarebbero stati espiati.

È la peggior decisione che io abbia mai preso, e spero che rimanga tale per il resto della mia vita.


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