Dato quello che è successo al G20 di Toronto lo scorso weekend–auto della pula rovesciate, vetrine spaccate, lacrimogeni, facce insanguinate e intere legioni di poliziotti in tenuta apocalittica–e visto il fatto che è stato il più grande arresto di massa mai avvenuto in Canada, con più di 900 persone detenute in condizioni a quanto pare sempre peggiori, mio fratello deve considerarsi fortunato di essere tornato a casa solo con un paio di foto scrause, invece che con un paio di costole lussate. Ho parlato con lui del suo weekend.
VICE: Ciao Carl, allora, in primo luogo perché sei andato a Toronto?
Carl Heindl: Perché sapevo che la polizia avrebbe dato spettacolo, e che i dimostranti e qualche anarchico avrebbero di sicuro fatto qualche casino, quindi c’erano tutti gli elementi per delle potenziali foto da paura.
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Hai notato una differenza tra venerdì e sabato?
Sicuro. Venerdì era una specie di giorno di riscaldamento, i polizziotti praticamente non reagivano. Sabato è stata un’altra storia. La polizia sembrava prendere a caso la gente, dimostranti, fotografi, giornalisti. Ti prendevano e mettevano in ginocchio, manette e poi ti portavano dietro le transenne. Era una tattica piuttosto interessante, un ottimo modo per creare tensione. Hanno tentato di prendere anche me a un certo punto, ma sono riuscito a divincolarmi.
A parte questo hai avuto altri problemi?
No, niente di rilevante. Probabilmente ha aiutato il fatto di avere una grossa toppa con su scritto MEDIA sul mio cappello.
Per quanto tempo sei stato in giro?
Venerdì dalle 2 alle 8 circa…ho seguito i dimostranti che andavamo verso sud, finché non sono stati costretti dalla polizia a dividersi. Sabato è stata un giornata lunga. Sono stato in giro da mezzogiorno fino alle nove, senza cibo, acqua e sigarette, visto che tutti i negozi erano chiusi. È stato un vero inferno.
Diamo un’occhiata alle foto.
Queste prime foto riguardano le fasi iniziali, in cui non c’era ancora tensione. I camioncini dei media erano arrivati ben prima dei manifestanti.
Questo invece è quando ci hanno deviato in una vicolo. Qui si è comiciata a sentire una certa pressione da parte della polizia. La gente ha cominciato a urlare slogan e insulti ai polizziotti, che se li squadravano senza fiatare.
Giuro che almeno un quarto della prima linea era fatto da soli fotografi, che continuavano a fare foto dei polizziotti anche quando non succedeva nulla, e forse anche per questo hanno cominciato a innervosirsi.
I gay! Erano troppo divertenti! Hanno praticamente messo su uno street party. E cantavano “You’re sexy, you’re cute, take off you’re riot suit”. Ho visto anche che a un paio di polizziotti scappavano dei sorrisetti.
Questo tipo si chiama “Savage Dragon” ed è praticamente su tutte le foto fatte sabato. In questa foto si era arrampicato per provare a staccare la “U” di music store.
Questa è un po’ della distruzione avvenuta nel Financial District.
Questo tipo chiedeva dov’erano le sue scarpe. Si è arrampicato, ha lanciato i suoi sandali, e poi è risceso scalzo. Ce n’erano di pazzi in giro.
Qui la pula prova a confinare i manifestanti rimasti. I polizziotti erano piuttosto impauriti e minacciavano di prendere a mazzate la gente.
Questo è quello che rimane di una macchina della polizia.
Questo era al Queen’s Park, sabato sera. Il tipo non vedeva l’ora di spararci del gas in faccia.
FOTO DI CARL HEINDL
INTERVISTA DI KATIE HEINDL



