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Recensione: Ernia - 68

68 è semplicemente la conferma della qualità di Ernia.

di Tommaso Naccari
06 settembre 2018, 10:03am

Circa un anno fa Matteo Professione, in arte Ernia, ci avvisava di cambiare un flow per pezzo, chiudendo la rima con uno statement per nulla banale (“sono il nuovo Guercio”) che veniva consacrato dalla presenza di Gué Pequeno in un featuring. Solo in pochi fino ad allora avevano osato tanto, su tutti Emis Killa (“la prima differenza che c’è tra me e te è che io / rimo da quando nessuno copiava Gué, zio”) il quale per lungo tempo sembrava destinato ad essere davvero l’erede designato dei Club Dogo, ma che poi scelte e periodo storico sbagliato hanno fatto sì che ciò non avvenisse. Con una generazione di scarto, dunque, Milano sembra aver trovato il suo “duca” e se allora l’incoronazione era sembrata legittima, ad oggi sembra quasi scontata.

Ovviamente c’è un abisso di differenza tra Ernia e Gué Pequeno e il paragone che ho teso in queste righe si spegnerà di qui a poco, anche perché se il rapper del QT copiasse pedissequamente i passi del padre putativo non riuscirebbe mai a esserne davvero l’erede.

Per il suo album d’esordio, dunque, Ernia effettua l’ennesimo passo in avanti nella sua crescita, in un cammino che sembra essere contro-intuitivo rispetto a quello dei suoi colleghi coetanei: all’interno del disco c’è rap cristallino, c’è un solo featuring che era praticamente annunciato (Tedua, con il quale Ernia è cresciuto e che cita addirittura nel suo secondo singolo “Simba”). Ma la forza di questo disco è di non lasciare per strada nessuna sfaccettatura del rap: c’è il rap cafone (personalmente la parte che più preferisco), c’è quello conscious che gli permette di dimostrare di avere una penna che si discosta da quella di molti altri, c’è persino del riferimento al passato. La title track, per esempio, è un chiaro rifacimento a tutta quell’epoca di g-funk romano, che già di recente qualcun altro aveva omaggiato.

È nel citazionismo che abbiamo le migliori dichiarazioni d’intenti del nostro. Se prendiamo ad esempio un pezzo come "King QT", chiara ispirazione a uno dei banger più potenti di Kendrick Lamar, andiamo subito a rintracciare le massime ispirazioni di Ernia, che non ricadono su tutti quei Lil che, a parte Wayne, diciamocelo chiaro, non contano un cazzo.

Una menzione d’onore a Marz, che come al solito si rivela essere il partner perfetto per colui con il quale ha stretto il sodalizio, ma soprattutto a Luke Giordano, che dopo “Gotham” continua a suonare come una delle sorprese più promettenti del beatmaking.

Con le dodici tracce di cui si compone 68, dunque, l’autunno del rap italiano si apre alla grande.

68 esce domani 7 settembre per Thaurus/Universal.

Pre-ordina 68 online.

TRACKLIST:
1. King QT
2. 68
3. Simba
4. Domani
5. No Pussy
6. Tosse (La fine)
7. Bro feat. Tedua
8. Paranoia mia
9. Sigarette (L’inizio)
10. QQQ
11. Un pazzo
12. La Paura

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