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La nuova speranza del rap romano ha 17 anni e si chiama Security

Security ha dentro un po' di Love Gang e un po' di TruceKlan, e gli vogliono tutti bene da quando, a 12 anni, gli chiesero di fare la sicurezza a un concerto. Questa è la sua prima intervista.

di Daniele Ferriero
14 febbraio 2020, 11:50am

Foto dell'artista

Quando ci sentiamo al telefono, Security è appena uscito dalla classe: sta saltando la lezione di Storia ed è probabile che lo stia inguaiando. "Ti farà ridere, però io effettivamente vado bene pure a scuola. Ho il massimo dei crediti. Tocca sapelli inculà", in effetti,rido di gusto.

Mattia Giannini, questo il vero nome, ha la leggerezza energica di chi è giovane e ha solo voglia di fare e di disfare. Oltre a una buona dose di lucidità e modestia che speriamo portino il professore a perdonarlo; per un'intervista si può anche fare, dai.

Security - Colpo
la copertina di Colpo, cliccaci sopra per ascoltarla su spotify

Il giovane rapper, classe 2002, fa parte di quella schiera di artisti che su SoundCloud ha formato una comunità piuttosto unita, ricca di collaborazioni ed elementi in comune. Una scena che si porta dietro un approccio senza filtri e dritto al punto, e, come Mattia, vuole prendersi il suo tempo prima di scendere davvero nell'arena.

Security ha da poco pubblicato il suo secondo EP, Colpo, ma ha iniziato a farsi conoscere proprio sulla piattaforma svedese dedicata alla musica. A fare breccia nel pubblico sono stati in particolare alcuni featuring, quello di "Blocco" con il duo degli Psicologi che vanta 73.000 ascolti, "Esagoni" con Lil Kaneki (metà dei Psicologi), che sfiora ad oggi quasi 40.000 play, e il sentito "19", con comparsata di Ugo Borghetti e produzione di Drone126 (a quota 78.000).

Security vuole prendersi il suo tempo prima di scendere davvero nell'arena.

A riprova del senso di comunità, Mattia ci racconta della sua collaborazione con Bebbo, come gli amici chiamano Ugo. "Mi scrive una sera e mi fa “Giovane Sicurezza, domani scrivime”. Io mi alzo, ciocco il messaggio, lo faccio spizza a Gengar e manco ci credevo. Ho sempre supportato la Love Gang dagli albori, quando ancora neanche pubblicavo tracce. Da lì a pochi giorni ci siamo beccati da Drone126 e abbiamo chiuso il pezzo e droppato al fly appena chiuso il mix. È stata una roba cotta e mangiata insomma. La sua spontaneità è proprio la cosa che mi piace di più ", ma non è l'unica, a quanto pare.

Tutt'altro, "Si è creato un bel rapporto con Love Gang perché siamo tutti molto vicini come modo di pensare e, non avendo uno studio fisso—semo sempre andati a scrocco insomma, Drone126 è stato manna dal cielo per me e Gengar. Un giorno ho avuto modo di conosce Franco126 proprio quando stavamo a chiude la traccia. E da lì poi ci siamo beccati con tutti gli altri, da Kety a Joe e Tommy del Wing Klan. La cosa che ti posso assicurare, da pischello che li ha ascoltati per prima cosa da fan, è che so pezzi de core, dal primo all'ultimo. Credo siano il collettivo più hit che ci sta in giro: tutti hanno un qualcosa di particolare e soprattutto sono tutti veri", dice Security, anzi Sicurezza, come lo chiama Ugo Borghetti.

Sicurezza Gengar

Proprio Ugo dimostra la fondatezza della sua impressione. "Bebbo è stato il primo a scrivermi, dicendo "Stai ar ciocco, stai per firmare. Stai attento". Io gli ho detto che in realtà non avevo nessuna intenzione di farlo, e che volevo rimanere indipendente. Finché non combineremo qualcosa da soli non ci appoggeremo alle major". Un "Noi" che non è un plurale maiestatis ma la condivisione di un progetto a tutto tondo con Francesco Bianchetti, aka Gengar, producer dotato e amico, che "s'accolla" il nickname in forza dell'amore per l'omonimo personaggio dei Pokémon: un mood tetro e greve che s'adatta al meglio alle sue basi.

I due si avvicinano al rap come tanti altri, a Roma: Noyz Narcos ("Lo considero un maestro di 'sta merda") e il TruceKlan. Oltre a loro, all'inizio "Ascoltavamo i Co'Sang , Fabri Fibra, Dsa Commando, e ovviamente la roba d'oltreoceano, da Chief Keef a Young Thug. Tra i dischi da metteme in cuffia prima di morì non potrei non citare Verano zombie, Guilty, The Best Out di Noyz Narcos & Gengis Khan, ma anche Ragazzi madre e Dio c'è di Achille Lauro; tutta roba di culto. Come ascoltatore poi, nonostante provenga da un ambiente underground, non posso non nominare la Dark Polo Gang, Sfera Ebbasta, DrefGold e Tedua, ai quali ci siamo avvicinati agli inizi del loro percorso. Gente che c'ha sempre fatto volà. Oltre, ovviamente alla Love Gang. Vederli tutti up ci fa sempre sperare bene", ed è un'unica grande dichiarazione d'amore.

"Vogliamo rimanere indipendenti. Finché io e Gengar non combineremo qualcosa da soli non ci appoggeremo alle major."

Security ha l'impeto di chi passa le giornate come la maggior parte dei suoi coetanei, tra strade e amici, "È così, voglio che nelle mie tracce si percepisca 'sta cosa di viverla sulla propria pelle 'sta realtà, ma penso si senta. Il mio ruolo non è quello di dare lezioni ma raccontare, che piaccia o no". Il ruolo lo riporta a una dimensione del quotidiano che non vuole semplicemente esagerare alla ricerca dell'eccesso o dell'elenco dei ninnoli e dei brand. "Purtroppo (o per fortuna) non siamo nati ricchi e non serve piangersi addosso, ma convogliare i rancori e le mancanze nella musica. Tutto ciò che racconto riflette quello che siamo, quello che ci gira intorno. Non raccontiamo le favolette, scrivevo i romanzi sennò. C'e però il fattore “come lo racconti”: lo slang è tutto, secondo me, e faccio molto caso a come può suonare un concetto detto in un modo rispetto ad un altro. Le parole sono importantissime, non bisogna dare mai niente per scontato.", ed è il motivo per cui la solita narrazione dei soldi che mancano, della noia e il livore generale si fa decisamente più interessante.

Seppur ancora un poco acerbo, il ragazzo ha le idee piuttosto chiare rispetto a se stesso e alle sue radici: "Mi sono avvicinato al rap prima da ascoltatore passivo, ma non c'è voluto tanto prima che mi mettessi a scrivere. Eravamo io, Gengar, Kaneki, Mandark, Lil Kira e altri pischelli di zona.
Diciamo che ci siamo fatti da soli. Era diventato una specie di collettivo, che poi aveva dato il via a Blitzgang, un progetto di trap spinta di Kaneki a cui in un secondo momento abbiamo partecipato un po' tutti. Era un momento molto prematuro, e forse eravamo davvero troppo poco produttivi".

Sicurezza
La copertina di Sicurezza, cliccaci sopra per ascoltarla su spotify

Se la ride, Mattia, nel ripensare a quei momenti, mentre l'impressione è che il senso di comunità non lo abbandoni nemmeno un momento, "Sicuramente posso dirti che se fossi cresciuto con altre compagnie non avrei ora il background che ho. In fondo, è partito tutto dalla cameretta del Gengar. Non potrei mai lasciarlo. Non c’è nessun altro che mi capisce come lui sia a livello personale che dal punto di vista musicale. Le abbiamo viste e vissute tutte e sempre insieme: dagli scazzi coi genitori alle prime cazzate in giro, perciò dovessi vince un giorno con 'sta merda voglio tutti loro appresso.". Una famiglia acquisita, per l'appunto.

In quel nucleo famigliare acquisito trovano spazio gli Psicologi, "Il mio rapporto con loro, conoscendo entrambi da prima del progetto in questione, era ovviamente già solido. La collaborazione è quindi uscita quasi spontanea: in quel periodo sarebbe dovuto uscire il mio primo EP, Elite, di cui Drast aveva curato i mix e il master. Ho pensato perciò di inserire anche un pezzo più lontano dal mio solito mood, che potesse far chillare insomma. Perché non farlo proprio con loro?", aggiungendo poi un piccolo e curioso risvolto inerente il suo nickname. "Prima di trasferirsi, Kaneki abitava proprio a fianco a casa mia. E anche più tardi, dopo che ha rallentato su SoundCloud, abbiamo continuato a frequentarci. Il mio nome d'arte me l'ha dato proprio lui, sei anni fa, quando a un live mancava la sicurezza e hanno chiesto a me di farla. Io ho preso il ruolo sul serio e da quel giorno mi chiamano così. Avevo dodici anni. Mi dicono che ispiro davvero Sicurezza", e la si sente, nella sua voce, nell'approccio e nelle barre.

"Il mio nome d'arte me l'ha dato Kaneki, quando a un live hanno chiesto a me di fare la security. Da quel giorno mi chiamano così. Avevo dodici anni."

Un atteggiamento che però stona rispetto a certi momenti delle sue tracce, i " Trova un modo per fuggire senza passa' pe' l'uscita / Come salta' da una macchina in corsa o da 'sta vita" e che contemporaneamente si spiega appieno con le paranoie esistenziali e pratiche, "Quante volte ho pensato: "In che cazzo di posto vivo?" / Risponde al primo squillo mio bro se sta in giro / Vuole star fresco, fuori da ogni casino / Ho promesso ai miei famo un giro più lungo di qualche week, oh". Quasi che la quadratura del cerchio, musicale e non, fosse ancora da trovare.

Quando gli chiedo, incuriosito, se segue altri suoni, o se c'è qualcuno con il quale, in particolare, gli piacerebbe collaborare, mi sorprende soltanto a metà: "Devo ammettere che per il tempo che ho vissuto ho apprezzato solo il rap, ma ciò non vuol dire che non possa in seguito sperimentare insieme a Gengar mood diversi e suoni nuovi. Non credo comunque di allontanarmi mai dal rap dal punto di vista del genere. Anche se un artista lontano da me a livello di sonorità, ma con cui volo troppo, è Tutti Fenomeni. Fin dai primi inediti che uscivano su canali a caso, io l'ho sempre supportato. È assolutamente ciò che mancava in Italia. Anche con Kaneki: sapevo che sarebbe finito in territori vicini all'indie. Non è proprio il mio genere, però sono amici e apprezzo tutto davvero molto. Sono riusciti a farle, le cose", afferma, deciso. Quando rincaro la dose sulle sue collaborazioni, il quadro si fa chiaro, "Per ora mi ritengo soddisfatto delle collaborazioni che ho fatto, uscite o meno, e ritengo che debbano nascere innanzitutto da un rapporto di amicizia. Va costruito un qualcosa che viene secondo me ancora prima della musica. È proprio la sintonia che rende hit le collaborazioni, il fatto d’essere sulla stessa lunghezza d’onda", chiude.

Security

Ok, insisto, ma con chi vorresti collaborare tra i nomi più grossi? "Be', tra gli irraggiungibili non ho alcun dubbio: Noyz Narcos. Ma sarebbe davvero troppo per me mandare qualcosa al TruceKlan e sperare d'essere ascoltato. È troppo, davvero, per me. Una sera ho incontrato per caso fuori da un locale Gengis Khan, mi ha detto che aveva sentito parlare di me ed è stato il massimo. Un sogno". Sarà anche un sogno, ma vale la pena provare a realizzarlo: Noyz, sei all'ascolto? Questo è un appello!

Nel frattempo, Security non sono certo sia mai rientrato in classe.

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